Libri di Bonami Francesco

Bibliografia di Bonami Francesco: tutti i libri in vendita online editi da Einaudi

Francesco Bonami (Firenze, 1955), critico e curatore di fama internazionale, dal 1999 al 2008 è stato senior curator del Museum of Contemporary Art di Chicago. È stato direttore artistico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, di Enel Contemporanea, della Fondazione Pitti Immagine Discovery e del Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin. Curatore di numerose mostre internazionali, nel 2003 ha diretto la cinquantesima edizione della Biennale di Venezia. Sempre nel 2003, insieme a Raf Simons, ha curato The Forth Sex per Pitti Immagine. Ha inoltre curato nel 2008 Italics: Italian Art Between Tradition and Revolution, 1968-2008 a Palazzo Grassi (Venezia), nel 2009, con Alison Gingeras, Mapping the Studio per la Fondazione Pinault a Punta della Dogana (Venezia). Nel 2010 è stato curatore della Biennale del Whitney Museum of American Art. Ha curato personali di Rudolf Stingel, Damien Hirst, Maurizio Cattelan, Jeff Koons, Takashi Murakami, Yan Pei Ming, Juergen Teller e Jeff Wall. Collabora regolarmente con «La Stampa», «La Gazzetta dello Sport», «Vanity Fair», «Icon», «Flair», «Donna Moderna», «Grazia Casa». Dirige la rivista «Anew». Per la televisione ha condotto Potevo farlo anch’io (con Alessandro Cattelan) su Sky Arte e Dopotutto non è brutto (con Geppi Cucciari) su RaiUno. Tra i suoi numerosi libri: Lo potevo fare anch’io. Perché l’arte contemporanea è davvero arte (2007, tradotto in russo), Dopotutto non è brutto (2009), Dal Partenone al panettone. Incontri inaspettati nella storia dell’arte (2010), Si crede Picasso (2010), Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata (2011, tradotto in inglese e francese) e Mamma voglio fare l’artista! (2013). Con Marsilio ha pubblicato, nel 2005, il suo primo romanzo, Lezioni di fumo.
LIBRO   9788806194666

L'irrazionalpopolare. Da Bocelli ai Suv. Viaggio tra gli incomprensibili miracoli d'Italia Bonami Francesco  Mastrantonio Luca   -  Einaudi, 2008  -  Gli Struzzi

Siamo passati dal nazionalpopolare irrisolto all'irrazionalpopolare attraverso una società dello spettacolo sempre più integrale, liberamente totalitaria, attivamente demagogica. L'avanguardia ha fatto scuola, la cattiva maestra e le sue assistenti sono le nuove muse. C'è informazione più che formazione, situazione e non circostanza, divertimento più che intendimento, de-costruzione e non invenzione. Di un cretino patentato con due apparizioni tv si dice "Guarda che non è uno stupido". Se diventa ospite fisso si dice "Bisogna dire che è bravo". Nell'irrazionalpopolare è bello ciò che piace senza un motivo. Anzi, è proprio la mancanza apparente di un motivo a rendere qualcosa incredibilmente più bella. E bello ciò che piace "agli altri come me" e senza un motivo apparente si prova a capire perché. Contribuendo alla crescita del suo successo. Per capire lo si penetra e se ne viene penetrati. Contagiati. Il bello, come il segnale della telefonia mobile, è tutto intorno a noi. Ed è anche dentro di noi, anche se non è nostro. La gara è con il tempo, a vivere ciò che crediamo bello, a fissarlo su un supporto tecnologico: attimo fermati perché voglio capire se sei bello. Novelli Faust incerti ma risoluti, ci basta una macchina fotografica digitale per catturare e riprodurre all'infinito quello che ci piace. Perché viviamo in una società dove regna un imperativo categorico di natura estetica: compiacersi.

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