Libri di Fried
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La mistica della femminilità Friedan Betty - Castelvecchi, 2014 - I Timoni
"La mistica della femminilità" fu pubblicato per la prima volta nel 1963, un anno decisivo per i movimenti radicali e democratici statunitensi, durante il quale iniziarono le prime marce pacifiste su Washington e i sit-in contro la segregazione razziale. Durante quel periodo di profonda messa in discussione dello status quo, la Friedan ridefinì il ruolo della donna, gettando le basi teoriche e politiche della "seconda ondata" del femminismo, quella del 1968. In questo testo l'espressione "mistica della femminilità" indica il modello marito-figli-casa che veniva imposto senza tener conto delle reali aspirazioni a una vita lavorativa e sociale diversa e paritaria. Un modello che doveva essere superato con la nascita di una nuova identità femminile, in sintonia con i rapidi cambiamenti culturali ed economici, e che richiedeva alla classe dirigente maschile il libero accesso delle donne a tutti i campi professionali. A cinquant'anni dala sua prima apparizione, questo libro viene ora riproposto con un nuovo capitolo introduttivo in cui l'autrice ravviva il dibattito aprendolo a nuove riflessioni: "Non si può andare avanti come se la questione riguardasse solo le donne. C'è una nuova urgenza che riguarda gli uomini, la loro identità virile e il loro modo di vedere se stessi e la società in cui vivono".
La mistica della femminilità Friedan Betty Turozzi C. (Cur.) - Castelvecchi, 2012 - I Timoni
"La mistica della femminilità" fu pubblicato per la prima volta nel 1963, un anno decisivo per i movimenti radicali e democratici statunitensi, durante il quale iniziarono le prime marce pacifiste su Washington e i sit-in contro la segregazione razziale. Durante quel periodo di profonda messa in discussione dello status quo, la Friedan ridefinì il ruolo della donna, gettando le basi teoriche e politiche della "seconda ondata" del femminismo, quella del 1968. In questo testo l'espressione "mistica della femminilità" indica il modello marito-figli-casa che veniva imposto senza tener conto delle reali aspirazioni a una vita lavorativa e sociale diversa e paritaria. Un modello che doveva essere superato con la nascita di una nuova identità femminile, in sintonia con i rapidi cambiamenti culturali ed economici, e che richiedeva alla classe dirigente maschile il libero accesso delle donne a tutti i campi professionali. A cinquant'anni dalla sua prima apparizione, questo libro dal valore storico e culturale inestimabile viene ora riproposto con un nuovo capitolo introduttivo in cui l'autrice ravviva il dibattito aprendolo a nuove riflessioni: "Non si può andare avanti come se la questione riguardasse solo le donne. C'è una nuova urgenza che riguarda gli uomini, la loro identità virile e il loro modo di vedere se stessi e la società in cui vivono".
Storia del pene. Da Adamo al Viagra Friedman David M. - Castelvecchi, 2007 - Le Navi
Questo libro racconta la storia culturale e sociale del pene: visto di volta in volta come fonte di vita, simbolo di un sacrosanto patto con Dio, come emblema della vergogna o come scettro e bastone del comando, come semplice "attrezzo scenico" per l'industria farmaceutica, e - infine - come puro (impuro) strumento di penetrazione. Il pene si è sempre situato al centro dell'evoluzione culturale dell'uomo (e della donna) in Occidente. Con luminari del calibro di Leonardo da Vinci, Sigmund Freud, Walt Whitman e Norman Mailer, che hanno trattato da par loro questo soggetto, David Friedman passa con disinvoltura dal registro alto, supercilioso, a quello basso, popolaresco in questa sua divertente (ma in buona sostanza serissima) rassegna di usi e costumi che risalgono alla più remota antichità. In età moderna il pene è oggetto e soggetto di mille desideri, frustrazioni e rimozioni, fino a segnare, oggi, il confine tra il lecito e l'illecito, fra l'allusione e l'osceno, l'erotico e il pornografico...