Libri di Frigerio
Bibliografia di Frigerio: tutti i libri in vendita online editi da Skira
Frigerio Design Group. Slow architecture for living. Ediz. italiana e inglese Frigerio E. (Cur.) - Skira, 2005 - Architettura. Monografie
Frigerio Design Group. Slow architecture for living. Ediz. italiana e inglese - Skira
Giovanni Gastel. The people I like. The book. Ediz. a colori Frigerio U. (Cur.) - Skira, 2020 - Fotografia
Da Barack Obama a Marco Pannella, da Germano Celant a Ettore Sottsass, da Bebe Vio a Luciana Littizzetto, da Monica Bellucci a Miriam Leone, da Vasco Rossi a Tiziano Ferro e molti altri. Al MAXXI, in prima assoluta, oltre 200 "ritratti dell'anima" del maestro fotografo alle persone che più lo hanno colpito. Una mostra "inedita e, per la prima volta, esclusivamente di ritratti. Ritratti che all'inizio della sua carriera Giovanni non amava particolarmente. In questi ultimi anni, invece, sono diventati una parte importante del suo orizzonte fotografico" come spiega il curatore Umberto Frigerio nel volume. Modelle, attrici, artisti, operatori del settore, vip, cantanti, musicisti, politici, giornalisti, designer, cuochi fanno parte del caleidoscopio di fotografie esposte senza un ordine preciso, o un'appartenenza ad un determinato settore o categoria. Come lo stesso Gastel afferma: «The people I like racconta il mio mondo, le persone che mi hanno trasmesso qualcosa, insegnato, toccato l'anima».
Cinquant'anni di teatro con Giorgio Strehler. Ediz. a colori Frigerio Ezio - Skira, 2017
"Viene prima Stan Laurei o Oliver Hardy? Narciso o Boccadoro? Bonnie o Clyde? Il rapporto tra Ezio Frigerio e Giorgio Strehler è di quella specie. È impossibile determinare chi abbia lanciato l'idea, chi l'abbia rimpallata ed elaborata. Quel che importa è che quelle idee hanno trovato spazio, forma, concretezza di quinte, luci e colori sul palcoscenico; e che ancora, dopo decenni in alcuni casi, vengano citate e rimpiante come alcuni tra gli esempi più felici di teatro nel secondo Novecento. Sicuramente Frigerio ha dato a Strehler ciò che questi non poteva trovare in altri scenografi, sia pure della grandezza di Gianni Ratto e Luciano Damiani: la solidità, la calibratura, la vastità, talvolta l'imponenza dello spazio." (Vittoria Crespi Morbio)