Libri di Rino Fruttini
Bibliografia di Rino Fruttini: tutti i libri in vendita online editi da Morlacchi
Augusto Lemmi. «Un artigiano della moda» Fruttini Rino - Morlacchi, 2018
C'è una sorta di filo che lega il sarto artigiano con il cliente. L'artigiano instilla nell'abito, con il suo lavoro originale sartoriale, una parte di sé. Il cliente, il fruitore, è qualcuno in grado di percepire correttamente il risultato del manufatto, dell'abito. Il prodotto artigiano è, tanto per il produttore che per il fruitore, non soltanto un oggetto di utilizzo, ma un manufatto comunicativo. In tal modo il sarto, realizzando capi di vestiario ispirati dalla società, interpretata o anticipata con la sua dinamica di comportamenti e costumi, fa moda. Il vestire le persone, le classi sociali e le categorie delle gerarchie del potere è già una funzione perfettamente integrata nel sistema, sia esso rivoluzionario, in divenire, o conservatore nel consolidare. Il sarto è l'interprete acconciatore di stoffe in abiti e vestiti da far vivere nella testimonianza delle scansioni di varie epoche. Tali legami, stretti ed emblematici ci portano a segnare, insieme al sarto Augusto Lemmi la storia di Perugia nella seconda metà del '900.
Da Perugia a Brisbane. Le avventure di un perugino in Australia Fruttini Rino - Morlacchi, 2019
Piero ogni sei mesi rientra a Perugia; il primo semestre di ciascun anno solare è a Brisbane, bella città australiana, vicino al mare. Lo possiamo definire un pendolare italo-australiano, rappresenta al massimo un fenomeno di camaleontismo geografico, dovuto all'estrema vivacità del suo carattere e alla capacità di adattamento nelle situazioni, anche le più complesse. Il dopoguerra del 1943 fu un periodo di gravi difficoltà. Piero, bambino e adolescente era uno dei tanti figli delle disgrazie della guerra: suo padre, capitano della milizia fascista nella Repubblica Sociale Italiana, al seguito di Benito Mussolini, morì in un'operazione contro i partigiani sul Monte Grappa. Poco più che ventenne, innamorato della sua Pamela, di buona famiglia australiana, l'aveva impalmata con rito luterano a Melbourne, dopo un lungo viaggio verso il nuovo emisfero. Era destino che un tipo così dinamico, controverso e asociale dovesse percorrere ogni giornata della sua esistenza, non solo in Italia, ma anche in Australia, secondo il motto: "Il pericolo è il mio mestiere".