Libri di Fucini
Bibliografia di Fucini: tutti i libri in vendita online editi da La Bancarella Piombino
Cento sonetti e 50 nuovi sonetti in vernacolo pisano Fucini Renato - La Bancarella (Piombino), 2013
"I sonetti del Fucini con i suoi strafalcioni madornali verità solenni, scempiaggini grossolane e arguzie finissime, buffonate ignobili, feste clamorose, scene di disperazione bestemmie, oscenità, colpi di coltello e serenate amorose: sono il ritratto del popolo; in tutte le sue ingenuità, le diffidenze, le superstizioni, le astuzie, la cocciutaggine. Fucini con sagacia meravigliosa ne ricostruisce, le sue più sfuggevoli espressioni e situazioni in casa, in piazza, in chiesa, al teatro, in tribunale, nelle tribune del parlamento. Il popolino è sorpreso a sdottorare di politica e di scienza, e a criticar leggi e istituzioni; e fatto parlare con tutti i suoi idiotismi, colle sue storpiature, col suo linguaggio sfrenato, strapazzato e potente. Sono versi stupendi presi belli e fatti sulle labbra del popolo, proverbi incastonati con una maestria ammirabile per il godimento del lettore." (Edmondo De Amicis)
Le veglie di Neri. Paesi e figure della campagna toscana-Storia di Monterotondo Fucini Renato Lombardi Enrico - La Bancarella (Piombino), 2007 - I Classici
Pubblicare le Veglie di Neri, oggi, non vuol dire solo fare un operazione di "amarcord" ma riscoprire il Fucini sconosciuto e bistrattato, relegato agli ultimi posti nel panorama della letteratura italiana dell'800 e primi novecento. Fucini nel suo linguaggio asciutto e privo di fronzoli riesce da narratore di razza a conquistarsi un posto importante nella storia della letteratura dialettale. Rileggere oggi il Fucini ci permette di capire chi era, a cosa aspirava e quale messaggio sociale-letterario ci abbia lasciato. Attraverso i suoi personaggi ci ha fatto uno specchio fedele di una società povera. Non manca in questi racconti la superstizione e l'ignoranza come in "Perla" e nell' "Orologio a cucù". È anche una denuncia; oggi sempre attuale, contro la violenza alle donne, come nel caso di "Fiorella" che rappresenta anche la tragedia degli orfani, delle adozioni scriteriate che portano a un sorta di schiavismo.