Libri di Fusaschi
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Rwanda: etnografie del post-genocidio Fusaschi M. (Cur.) - Booklet Milano, 2009 - Meltemi.Edu
Nel 1994 la comunità internazionale ha assistito, pressoché senza intervenire, alla consumazione, in Rwanda, di quello che solo in seguito è stato riconosciuto come un vero e proprio genocidio. Ma cosa è accaduto nei 15 anni successivi in questo paese? Come si gestiscono i morti, la memoria e i sopravvissuti? Cosa fare rispetto ai rifugiati e agli esiliati che rientrano? Qual è stato l'impatto del genocidio sui paesi vicini? E le donne stuprate? E i bambini nati da queste violenze? E gli orfani? Come costruire, oggi, una memoria, se non condivisa, almeno negoziata, per non ripiombare nell'oblio? Quali processi di riconciliazione sono possibili, quali basi sono necessarie per ricostruire il paese, già fortemente provato, dopo la mattanza dei cento giorni? A partire da alcune indagini di terreno compiute dal '94 a oggi, il libro propone alcuni itinerari etnografici all'interno della complessa realtà rwandese e di un'area, quella dei Grandi Laghi, attraversata da esperienze di inedita violenza, tali da disarticolare tutti i legami sociali e negare ogni orizzonte di valore. Gli autori - Ilaria Buscaglia, Silvia Cristofori, Michela Fusaschi, Luca Jourdan, José Kagabo, Philibert Gakwenzire, Francesca Polidori, Francesco Pompeo - propongono da diversi punti di vista il racconto di un contemporaneo che reca in sé molteplici contraddizioni nel rapporto con il passato, nella gestione del presente e nella visione del futuro.
Corporalmente corretto. Note di antropologia Fusaschi Michela - Booklet Milano, 2008 - Le Melusine
Ossessivamente accessoriato, manipolato, celebrato, il corpo attraversa da indiscusso protagonista la società del consumo, in apparenza liberato da tutte quelle interdizioni morali che impedivano, fino a pochi decenni fa, di disporne per sé. Allo stesso tempo, questo diritto conquistato è sempre più oggetto del discorso politico, che vuole determinarne gli indirizzi, dal concepimento alla procreazione, fino all'eutanasia. Dalle tecniche di massaggio alla chirurgia estetica, il corpo sembra allora il luogo privilegiato della realizzazione, del "prendersi cura" di sé all'interno di modelli ritenuti accettabili e accettati dalla società. Contro tali modelli si rivolge invece il mondo delle "bodsmods piercings", tatuaggi ma anche manipolazioni hard. Tra i vari modi di esperire il corpo, c'è poi quello degli immigrati, che assistono alla sua ri-correzione da parte del potere politico nel segno di un disciplinamento delle condotte. L'obiettivo di questo testo è comporre alcuni fotogrammi di un'antropologia del corpo contemporaneo, ripercorrendone le principali tappe teoriche, indicando possibili traiettorie di analisi, spunti di riflessione, e lasciando molte domande aperte. Queste immagini sono lette dall'autrice attraverso la nozione di "corporalmente corretto", con la quale si intendono definire tanto i processi di modifica intrapresi dal soggetto su e per se stesso, quanto quelli connessi ai vincoli istituiti dall'autorità.