Libri di Gamba
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Usciamo dal silenzio. Una storia di donne Gambardella Maria Grazia - Ledizioni, 2022 - Sociologia
Il tentativo di sabotare le normative che regolamentano l'interruzione di gravidanza, l'autodeterminazione delle donne e il loro diritto ad un aborto sicuro è, in Europa e nel mondo, una costante che ciclicamente si ripropone. Così anche in Italia, negli oltre 40 anni trascorsi dall'approvazione della legge 194 e dal referendum che l'ha confermata. Nei primi anni Duemila, dopo l'approvazione della normativa sulla procreazione medicalmente assistita, il governo di centrodestra riapre il dibattito politico sull'applicazione della legge, cercando di rimettere in discussione il diritto delle donne a decidere del proprio corpo e della propria vita. E allora il movimento femminista, con le sue eccedenze, alleanze, condivisioni, torna a far sentire la propria voce. Questa volta l'onda parte da Milano, da una mail che la giornalista Assunta Sarlo invia a colleghe e amiche: "Care tutte, ma dove siamo, dove siete? Stanno facendo la guerra alla nostra libertà. Non so come, ma c'è bisogno dei nostri pensieri e della nostra opposizione". In poche ore la rete si riempie di risposte di donne, le più diverse. Partono una serie di iniziative e assemblee, migliaia di donne si rendono conto che la partita dell'autodeterminazione in materia di interruzione di gravidanza è ancora e sempre aperta e riprendono parola contro l'attacco portato dal fronte conservatore e dalla Chiesa. E allora si torna a manifestare. Il 14 gennaio 2006 Usciamo dal silenzio (Uds) porta in piazza Duomo a Milano 200.000 donne e non pochi uomini, in una delle più grandi manifestazioni di donne mai registrate nel nostro Paese. È l'inizio di una storia di movimento lunga dieci anni che qui viene ricostruita, attraverso l'archivio di Uds riordinato e custodito dalla Fondazione Badaracco e con uno sguardo dall'oggi di alcune delle fondatrici su quell'esperienza che si iscrive nella lunga e appassionante vicenda del femminismo italiano. Postfazione di Manuela Cartosio, Maddalena Gasparini, Cristina Pecchioli, Assunta Sarlo.
Tu sarai la prima. Una corsa contro il tempo, una nuova terapia, un incontro eccezionale Gambacorti-Passerini Carlo Luciani Stefania - Ledizioni, 2019 - Società
Nel 2009 Carlo è ormai un affermato oncologo e ricercatore, Stefania una giovane infermiera con un luminoso futuro davanti a sé; lavorano insieme, collaborano proficuamente e tutto sembra andare per il meglio. Improvvisamente per Stefania arriva una diagnosi inaspettata e terribile ad oscurare questa tranquillità, una diagnosi che porta il medico a fare di tutto per trovare una terapia efficace alternativa alla chemio, e l'infermiera a lottare per la propria sopravvivenza, passando suo malgrado dall'altro lato della barricata. Il racconto, narrato in prima persona dai due protagonisti, dimostra come coraggio, impegno e caparbietà siano i motori trainanti della continua ricerca di nuove soluzioni.
Alternativa nella scuola pubblica. Quindici tesi in dialogo Gambassi Fabrizio Vigilante Antonio - Ledizioni, 2018 -
Tutte le riforme della scuola hanno un tratto comune: cadono dall'alto. Sono riforme fatte da politici e tecnici, che da qualche decennio operano in Italia per fare della scuola gentiliana, fondata sulla separazione (inevitabilmente classista) tra sapere umanistico e formazione tecnico-professionale, una scuola-azienda al servizio del mercato e dei suoi valori competitivi. Ai docenti non resta che adeguarsi, sottoponendosi ad un tour de force formativo per mettersi al passo con i tempi, imparando le nuove parole d'ordine ministeriali e diventando semplici esecutori di un progetto politico-educativo pensato da altri. Discutendo con docenti, studenti, persone interessate a vario titolo all'educazione e alla scuola, gli autori cercano in questo libro una alternativa praticabile: una scuola realmente democratica, centrata sul dialogo e sulla relazione, in cui ci si educa all'impegno ed alla critica sociale. Non un ideale né un progetto di riforma dall'alto, ma un modo per ripensare dal basso l'insegnare e l'apprendere, e per ripensare, attraverso la scuola, la nostra stessa democrazia, minacciata da disimpegno, fascismi di ritorno, populismi, razzismi e chiusure pseudo-identitarie.