Libri di Giacomo Gambaro
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La filosofia del giovane Adorno. Dal neokantismo alla teoria critica Gambaro Giacomo - Mimesis, 2025 - Metamorfosi Del Trascendentale
La presente monografia è dedicata alla filosofia del giovane T.W. Adorno (1903-1969) dalla formazione lungo il solco del neokantismo di Cornelius, suo maestro all'Università di Francoforte, all'adesione alla teoria critica, avvenuta nei primi anni Trenta. Dalla tesi del 1924 sulla teoria dell'oggetto di Husserl agli scritti programmatici del 1931-1932, per arrivare infine al Kierkegaard (1933), la precoce coscienza delle antinomie e delle contraddizioni in cui incappa il pensiero nella sua pretesa di valere come principio autonomo e assoluto ha fin dall'inizio condotto Adorno a ingaggiare una critica radicale del modello di ragione e di soggetto proprio dell'idealismo. Alla luce dell'influsso esercitato da altri esponenti del primo Novecento, quali Lask, Kracauer, Lukács e Benjamin, il volume riguadagna gli elementi di coerenza e allo stesso tempo di discontinuità del passaggio di Adorno dalla "fase trascendentale" alla nascita di una nuova dialettica, che ritrova nell'apertura al reale tanto il suo senso quanto le sue potenzialità.
Emil Lask e le matrici neokantiane dell'empirismo trascendentale Gambaro Giacomo - Mimesis, 2022 - Metamorfosi Del Trascendentale
Emil Lask (1875-1915) si trova oggi al centro di un rinnovato interesse da parte di molteplici studi che hanno contribuito a riscoprire il suo ruolo fondamentale nella costellazione del neokantismo e in generale nel dibattito filosofico del primo Novecento. Il volume si propone di offrire un'interpretazione del suo pensiero che possa restituirne il senso coerente e relativamente unitario, come approfondimento costante di un problema fondamentale, quello rappresentato dall'"empirismo trascendentale". Dalla dissertazione di dottorato sull'Idealismo di Fichte e la storia (1902) a opere mature come la Logica della filosofia (1911), tale concetto ha accompagnato l'intera parabola speculativa di Lask chiamando in causa, ogni volta, l'insistenza del rapporto del pensiero con un reale allo stesso tempo necessario e impossibile da ricondurre a sé.