Libri di Gandini
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Rivoli e il suo duca: André Masséna. Dalle pendici del Monte Baldo a Mantova l'ascesa del «Figlio prediletto della Vittoria» Gandini Luca - Sometti, 2022 - Storia Militare
Napoleone Bonaparte aveva una predilezione particolare per André Masséna, lo considerava il suo miglior generale, nonché "l'enfant chéri de la victoire". Pur essendo stato uno dei comandanti napoleonici più talentuosi, desta stupore pensare che pochi conoscano le sue imprese pur vantando una carriera militare brillantissima. Infatti, per i suoi innumerevoli successi sui campi di battaglia fu nominato maresciallo di Francia, duca di Rivoli, nonché principe di Essling. Ottenne la definitiva consacrazione nella prima campagna d'Italia dopo la leggendaria vittoria di Rivoli e la conseguente conquista di Mantova con la battaglia della Favorita, tanto da essere apostrofato subito dopo da Napoleone con l'appellativo "Figlio prediletto della vittoria", che lo rese immortale ai posteri e alla storia. Del resto, gli accadimenti occorsi in quei giorni diedero inizio alla fulminea ascesa della stella di Bonaparte, ma servì anche a catapultare Masséna nel firmamento accanto a lui. Nel corso della sua carriera il duca di Rivoli poté annoverare al proprio attivo un numero impressionante di imprese militari, molte delle quali rientrano tuttora a buon titolo tra le pagine più gloriose della storia della Francia. Basta questo per sfidare l'oblio nei secoli e vedere iscritto il nome di André Masséna tra quelli più illustri negli annali militari di tutti i tempi.
Marcia per la gloria. La prima Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte Gandini Luca Rispoli Andrea - Sometti, 2025 - Storia Militare
La leggenda di Napoleone Bonaparte non nacque a Sant'Elena, come sovente si immagina. Sull'isola oceanica assunse probabilmente la sua connotazione definitiva, ma fu nelle pianure d'Italia che scaturì, per poi consolidarsi nel tempo, fino a deflagrare in tutta la sua veemenza dopo la morte dell'Imperatore in esilio. Fu infatti con la spedizione del 1796-1797 nelle fertili pianure italiane che quel giovane generale di 26 anni trovò la propria legittimazione dimostrando doti tattico-strategiche straordinarie, assurgendo agli onori e rientrando nella ristretta schiera dei più grandi condottieri di tutti i tempi, alla stessa stregua di Cesare, Annibale e Alessandro Magno. Non a caso, riuscì ad inanellare una serie di strabilianti vittorie che si rivelarono dirompenti per l'avversario, tanto da costringerlo a continue umiliazioni. I clamorosi successi di Montenotte, Millesimo, Castiglione, per citarne alcuni, insieme alle immortali vittorie di Arcole e Rivoli, fecero da preludio non solo alla sua definitiva affermazione militare, ma anche e soprattutto alla sua fulminante ascesa politica. Quello sconosciuto generale, che chiamavano ancora Bonaparte ma che presto diventerà Napoleone, intraprese, così, un'inarrestabile marcia che lo porterà a dominare l'Europa, venendo sin da subito avvolto, grazie ai trionfi conseguiti nella prima campagna d'Italia, di un'indelebile aura di leggenda, che favorì la nascita del suo mito, nonché l'inizio della sua esaltante epopea.
Bonaparte e Verona. Agli albori della grande ascesa: da giovane ufficiale a Napoleone Gandini L. (Cur.) Volpato G. (Cur.) - Sometti, 2024 - Storia Militare
Il 5 maggio 2023 l'Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona accolse un convegno che affrontò la significativa presenza del giovane Bonaparte nel territorio veronese. Egli fu un generale di somma grandezza militare, ma anche uomo discusso per alcune sue imprese: proprio per questo, ma non solo, il titolo dell'incontro (e lo si potrà cogliere nella lettura delle relazioni di quel giorno) fu studiato in maniera piuttosto precisa ed è, quindi, anche il titolo di questi Atti: Bonaparte e Verona. Agli albori della grande ascesa: da giovane ufficiale a Napoleone. Il volume è riccamente illustrato e oltre ai testi di Luca Gandini, Giancarlo Volpato, Andrea Rispoli, Giacomo Girardi e Nicoletta Marini d'Armenia, dedica un capitolo speciale ai diorami di Giorgio Frildini, plastici particolareggiati di grande valore artigianale che riproducono i momenti salienti del periodo napoleonico veronese. A tutti coloro che dalla storia comune ricordano le imprese dell'Armée d'Italie, appare chiaro che colui che fu accolto come comandante con un certo scetticismo, espresse proprio su queste terre una grande capacità strategica e una lungimiranza tattica: il còrso, bullizzato dai compagni quand'era giovane, poco apprezzato fino a quando a Brienne, presso la Scuola militare, non fu in grado di dimostrare chi fosse quell'italiano poco francese, proprio sulle terre di Verona ebbe le possibilità di scalare in fretta un'ascesa che sembrò inarrestabile. Fu dimenticato il Bonaparte, prese la corsa Napoleone.