Libri di Emanuele Garbin
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Prossime uscite di Emanuele Garbin
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788822925480 L'orizzonte dell'architettura. Figure e bordi di un paesaggio culturale
Il bordo del mondo. La forma dello sguardo nella pittura di Gerhard Richter Garbin Emanuele - Marsilio, 2011 - Ricerche
Gerhard Richter è uno dei più importanti artisti viventi eppure la sua opera è ancora poco nota in Italia. La tesi di questo libro è che la pittura di Richter sia in realtà un'ininterrotta e profonda interrogazione sull'essere delle cose e, più in generale, sull'essere stesso, cioè su quanto ci è più prossimo e al tempo stesso più estraneo. "Il bordo del mondo" a cui fa riferimento il titolo è appunto il contorno ripiegato di ogni cosa e di tutte le cose, il "recto" e il "verso" del visibile e dell'immaginabile.
La geometria della distrazione. Il disegno del teatro e delle scene dell'opera italiana. Ediz. illustrata Garbin Emanuele - Marsilio, 2010 - Iuav. Documenti
Il particolare oggetto di questo libro può apparire quanto mai inattuale e parziale. Il genere di spettacolo, l'opera italiana, di cui qui si descrivono le superstiti tracce visibili, è considerato ormai per lo più materia di studio e di conservazione, nonostante i frequenti tentativi di rigenerazione messi in atto negli allestimenti contemporanei. Eppure una diversa considerazione del valore di questi monumenti culturali potrebbe essere proposta a partire dalla ricollocazione di questi strani oggetti dentro una storia diversa, quella che potremmo chiamare una storia dello sguardo, e cioè una storia delle forme della visione e dell'attenzione, o della distrazione: questa sì davvero attuale nel momento in cui la capacità di comprendere e comunicare attraverso le immagini si è profondamente degradata per un eccesso di stimolazione. La storia dello spazio e delle immagini dell'opera italiana è stata quella di una progressiva riduzione e addomesticamento. Le ricorrenti istanze riformatrici di un genere fantastico e irragionevole, di un pubblico indisciplinato e distratto, ma anche capace di imprevedibili entusiasmi, hanno alla fine prevalso con la complicità di strumenti di rappresentazione inadeguati alla comprensione di uno spettacolo avvolgente e "totale". L'attenzione, respinta dall'oscurità e dal silenzio in cui sono sprofondate le sale teatrali e cinematografiche, si è alla fine concentrata su un solo spettacolo, su un'unica illusione immersiva e distante.