Libri di Garofalo
Bibliografia di Garofalo: tutti i libri in vendita online editi da Aracne
Noi migrante. Una ricerca sulla partecipazione alle associazioni per le donne migranti Garofalo Sabrina - Aracne, 2015 - Pluralities
Lo studio sulla partecipazione alle associazioni si inquadra nell'analisi generale dei percorsi delle donne migranti in Italia e in Francia. Conoscere le esperienze attraverso le voci delle donne ha permesso di avere una visione non solo descrittiva delle attività, ma anche di cogliere l'importanza che le soggettività coinvolte attribuiscono alla partecipazione alle associazioni nella loro quotidianità. A partire dalla consapevolezza della complessità dei vissuti e delle esperienze di queste donne, è possibile rintracciare un'intersezione tra le traiettorie individuali e quelle di gruppo, tra dinamiche di resistenza e creatività che possono diventare collettive.
Messaggi nella bottiglia. Percorsi di donne migranti nel Mediterraneo Garofalo Sabrina - Aracne, 2012 - Donne Nella Storia
I mondi si vedono e si conoscono viaggiando, fisicamente e simbolicamente. L'incontro con l'altro e con l'altra è sempre un viaggio, è esperienza, è ascolto e narrazione: è riconoscersi compagne di viaggio. L'incontro con donne migranti permette di riposizionarsi, di mettersi in viaggio verso l'universo simbolico migrante, in un percorso reciproco fatto di parola e ascolto, partendo da sé. Non più donne immigrate ma esperienze biografiche in viaggio togliendo la maschera degli stereotipi e dei pregiudizi, legata alle idee di vittima e di passività - per avviare pratiche di conoscenza, accoglienza, e processi di reale riconoscimento. Un cambiamento di prospettiva, che si traduce nella scelta dei luoghi, della metodologia, del margine. A partire dal Mediterraneo: spazio movimento attraversato dal discorso postcoloniale. Un "messaggio nella bottiglia" - riprendendo una celebre espressione di Adorno affidato al mare senza la certezza di chi e come lo potrà raccogliere. "Messaggi nella bottiglia", come le voci delle donne migranti che esprimono in narrazioni e azioni le loro speranze in un Mediterraneo non più confine ostile e minaccioso, ma spazio di pace, di incontro, di viaggi.
Narrarsi in salvo. Semiosi e antropo-poiesi in due buddhismi giapponesi Garofalo Simone - Aracne, 2019 - I Saggi Di Lexia
Al cuore dell'uomo c'è una lacuna incolmabile, una mancanza di sé e di senso: incompiuta, l'umanità è condannata a farsi senza fine, a darsi forma e direzione, darsi un mondo, e al tempo stesso è per questo spinta a rifarsi, a ribaltare e risolvere quest'umanità incerta e dolorosa in qualcos'altro, salvandosi. Nel Giappone medievale, due monaci buddhisti hanno preso vie opposte rispetto al problema di farsi uomini e buddha. Il primo, Shinran (1173-1263), radicava la pratica in un mito, quello del Buddha Amida, che avrebbe fatto voto di far rinascere nella sua Terra Pura tutti coloro che si fossero semplicemente affidati a lui, senza distinzioni: bastava che ne recitassero il nome e avrebbero naturalmente finito col trovare il risveglio. Il secondo, Dgen (1200-1253), insegnava che la pratica del sedersi - fermi come montagne - nella postura del loto, alla maniera del Buddha Sakyamuni, attuasse ed esprimesse immediatamente un risveglio già presente in tutte le cose. Ma se a prima vista la ferita dell'uomo è cucita col filo di una storia solo nel primo caso, mentre nell'altro si rimargina in un'esperienza diretta, a uno sguardo più attento si rivela più difficile distinguere azioni e narrazioni, realtà e mondi, e ciò che appare sono piuttosto due modi diversi di "narrarsi in salvo", di farsi e rifarsi nei racconti. In sinergia con un'ottica antropo-poietica, l'analisi semiotica si dimostra qui capace di inseguire il senso ai suoi limiti.