Libri di Juan Gelman
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Lettera a mia madre Gelman Juan - Guanda, 1999 - Poeti Della Fenice
Un libro che raccoglie tre lavori poetici di quello che Luis Sepulveda ha definito "il miglior poeta vivente di lingua spagnola". Il primo è un delicato e intenso poemetto, "Lettera a mia madre", dedicato alla madre che muore lontana durante gli anni di esilio dell'autore. Il secondo, che dà il titolo al volume, è una raccolta di brevi liriche in cui Gelman tratteggia il ritorno in Argentina e lo svanire delle voci che popolavano gli anni della lotta politica. L'ultimo, "Incompletamente", è una raccolta di sonetti pubblicata nel 1977: versi che di nuovo toccano una tematica esistenziale e ci conducono in un concerto particolarmente elaborato e ammaliante di sonorità, armonie e dissonanze.
Valer la pena. Testo spagnolo a fronte Gelman Juan - Guanda, 2007 - Poeti Della Fenice
Pochi poeti come Juan Gelman hanno attraversato disperazione e orrore. Il lettore di questa sua nuova grande raccolta se ne accorgerà subito. Conoscerà una sofferenza che niente può placare, perché "non ci sono farmacie dell'anima", e si chiederà con l'autore se "non / scrissero mai la parola bontà / nel libro del mondo". Eppure pochi poeti come Gelman, definito da tempo "voce poetica dell'Argentina", comunicano tanto amore per la vita e per la poesia. Vita, pietà, gioia si incarnano spesso in immagini di bambini, che piangono, che mendicano, che giocano, che sognano, che provano desideri innocenti, che vanno alla scoperta della meraviglia delle cose. E tanti sono i poeti convocati fraternamente pagina dopo pagina: Auden, Rilke, Hölderlin, Dante, Cavalcanti, Kavafis, Celan con la sua morte per acqua, Brodskij con il suo esilio, il "compagno" Cernuda con il suo ricordarci "la nobiltà umana". Più volte poi viene evocato Catullo. Così Gelman, questo poeta civile, così attento al riscatto dell'uomo dagli abissi della crudeltà della storia, diventa poeta d'amore: si interroga con Catullo su che cosa sono i baci, sul senso dell'amare e dell'odiare insieme, e scrive versi semplici, eterni, bellissimi come questi: "Non so perché ti amo. / So che per questo ti amo".
Gotan Gelman Juan Fabriani A. (Cur.) - Guanda, 1980 - Quaderni Della Fenice
Gotan - Guanda