Libri di Gentile
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Salimbene de Adam. Filologia, arte, storia Gentile M. (Cur.) Rinoldi P. (Cur.) - Viella, 2024 - I Libri Di Viella
La Cronica di Salimbene de Adam gode ormai stabilmente di grande fortuna critica presso un vasto pubblico, non solo accademico, per la verve linguistica, l'acume interpretativo, la novità di un testo che mescola elementi di cronaca tradizionale ad altri più personali e idiosincratici. I saggi qui riuniti, frutto di un convegno tenutosi a Parma per celebrare gli ottocento anni della nascita di Salimbene, toccano i principali e tradizionali nuclei di interesse della Cronica: lo studio del contesto storico viene arricchito da indagini sul profetismo salimbeniano, mentre l'indagine sulle fonti e sugli auctores alterna analisi filologica e letteraria. Un gruppo di interventi, dedicato alla Parma di Salimbene, approfondisce il quadro sociale, artistico e urbanistico della città al tempo del cronista; chiude la biografia intellettuale del parmigiano Giuseppe Tonna, traduttore di Salimbene. Il volume comprende inoltre un'Appendice che aggiorna i dati del codice diplomatico salimbeniano.
Fazioni al governo. Politica e società a Parma nel Quattrocento Gentile Marco - Viella, 2009 - I Libri Di Viella
Che cos'è una fazione nel Quattrocento? Il libro cerca di rispondere a questa domanda ripercorrendo le vicende di Parma, città nota ai contemporanei per la forza delle sue divisioni interne e per la vivacità dei contrasti che ne agitavano la vita politica, in piazza e nei Consigli cittadini. La ricostruzione analitica della società politica parmense del XV secolo consente di procedere oltre la tradizionale visione storiografica dei partiti tardomedievali come portatori di insensata violenza, evidenziando come il disordine abbia le sue regole; e permette al tempo stesso di mettere in discussione il concetto di fazione come aggregato informale e fluido trasmessa agli storici del tardo medioevo e della prima età moderna dall'antropologia e dalla sociologia post-strutturaliste. L'indagine mette a fuoco una pluralità di forme e di livelli d'azione dei gruppi politicizzati: le quattro "squadre", partiti cittadini dotati di un alto profilo istituzionale e stabilmente legati ai potenti casati signorili del contado; le "conventicole e sette", reticoli informali e lobbies che si coagulano intorno ad obiettivi aperti e chiusi nell'ombra dei giochi cortigiani e sulla grande scena del sistema degli stati italiani; le vecchie ma sempre incombenti metafazioni dei guelfi e dei ghibellini, ancora disponibili in pieno Quattrocento per chi sappia sfruttarne a fini politici il grande potenziale simbolico e l'intatta capacità di ridestare solidarietà antiche e profonde.
Guelfi e ghibellini nell'Italia del Rinascimento Gentile M. (Cur.) - Viella, 2006 - I Libri Di Viella
Nella coscienza collettiva guelfi e ghibellini evocano insanabili discordie e feroci lotte e rappresentano il lato oscuro di quell'età comunale che per altri versi è un momento altissimo nella storia civile e politica d'Italia. La tradizione storiografica ha spesso argomentato che questa coppia terminologica non faccia che sopravvivere a se stessa già dal Trecento. Eppure i contemporanei la utilizzarono fino al Cinquecento. È possibile, allora, che due terzi della parabola del binomio politico forse di maggior successo della storia italiana siano, in pratica, destituiti di senso? È l'interrogativo cui cerca di rispondere questo libro che indaga la presenza e il rilievo di guelfi e ghibellini nella politica degli stati dell'Italia del Rinascimento.