Libri di Cunico Gerardo
Bibliografia di Cunico Gerardo: tutti i libri in vendita online editi da Mimesis
Etica interculturale e interreligiosa Cunico Gerardo Colagrossi Elisabetta - Mimesis, 2017
Il presente terzo volume della collana «L'opera comune. Pubblicazioni del Centro studi Antonio Balletto» nasce da un corso del 2015 della scuola di alta formazione «Etica e società» di Albenga tenuto dal prof. Adriano Fabris (Università di Pisa) con la partecipazione di un gruppo di giovani studiosi, i cui contributi sono qui confluiti insieme a un saggio del docente. La questione che i diversi apporti affrontano, quanto mai urgente oggi, è come si possa formare la coscienza di una convivenza civile di tutti gli individui e di tutte le comunità nel rispetto di tutte le particolarità ma anche nel loro comunicarsi pacifico e fruttuoso, nel loro confrontarsi aperto e anche critico ma costruttivo, piuttosto che aggressivo o prevaricatorio o assimilazionistico, e anche al posto di un coesistere indifferente e indiscriminatamente lassistico. Il punto nodale è il formarsi di una prospettiva universale e comune passando attraverso le particolarità culturali: come si possa camminare verso una cultura al singolare pur rimanendo sempre, inevitabilmente, nella pluralità di culture irriducibili. Si tratta infatti qui di un universale che si venga formando dal basso, nel processo della cultura che è autoformazione dell'umanità attraverso l'autoformazione dei singoli già parzialmente accomunati da lingue e forme di vita condivise; di un «comune» che si venga «accomunando», cioè rivelandosi e rendendosi comune attraverso la comunicazione reciproca paritaria, anziché imporsi (dall'alto) come «accomunante». Che l'etica interculturale e interreligiosa costituisca un progetto indispensabile e senz'altro praticabile, pur nella sua complessità, è attestato dai percorsi illustrati e discussi nel volume.
La speranza e il senso. Metafisica ed ermeneutica in Kant Cunico Gerardo - Mimesis, 2019
"La speranza e il senso" presenta il pensiero di Kant come modello di filosofare globale, mirante a far fronte in positivo alle grandi questioni "metafisiche", che sono le ineludibili domande ultime della ragione umana. La linea tracciata da Kant è quella di un'"interpretazione del mondo" guidata dalla coscienza morale e articolata dalla riflessione critica su di essa. Le due parole del titolo indicano il punto di avvio e il punto di fuga di tale percorso: la domanda "Che cosa mi è lecito sperare?" e la prospettiva di un "senso" del mondo inteso come creazione di un Dio morale. La linea che unisce i due punti è costituita da quell'esercizio del Giudizio riflettente pratico che sfocia nella teleologia morale, nel postulato del sommo bene come scopo finale e nell'etico-teologia. Una linea di pensiero che Kant riassume nella formula dell'"interpretazione autentica" del mondo e che viene ricostruita concentrandosi in particolare sulle idee della libertà, di Dio e del compimento finale. Il collegamento tra il "libro del mondo" e il "libro sacro", emergente da una metaforica tradizionale, spinge a delineare una teoria kantiana dell'interpretazione, per lo più implicita, che deve convalidarsi a confronto con l'ermeneutica scritturale esplicita e con la pratica effettiva della lettura biblica dell'autore. L'ultima parte del libro sottolinea sinteticamente la dialettica della speranza in ambito religioso, il difficile lavorio del "principio di giustizia" nel cammino verso la pace, nonché la fecondità quasi insospettata del "principio buono" come lievito non solo della crescita etico-religiosa individuale e comunitaria, ma di tutta la vita morale e sociale.
Ernst Bloch: ritorno al futuro. Spirito utopico e logica processuale Cunico Gerardo - Mimesis, 2019 - Varchi
Dopo decenni di attestati di morte o di condanne senza appello, l'utopia sembra dare timidi segnali di ripresa. Dopo la decretata fine dei grandi progetti e delle grandi narrazioni, pare ci si accorga lentamente che non si può vivere senza progettare e anticipare qualcosa del futuro. Tuttavia ben raramente si sottolinea la centralità dell'utopico. E quasi mai si ricorda il filosofo, Ernst Bloch, che proprio un secolo fa ha ripreso e rilanciato il tema "utopia" in tutta la sua pregnanza umana e cosmica assumendolo nel titolo della sua prima grande opera: "Spirito dell'utopia" (1918). Eppure senza questo "spirito" vasto e profondo anche il rilancio dell'apertura progettuale può avere solo un respiro corto e labile. Per questo è indispensabile richiamare l'attenzione su questo autore, che riporta l'utopico alle sue radici, alle sue motivazioni e ai suoi snodi di fondo. Il libro si concentra appunto sul nucleo filosofico del suo poliedrico pensiero, ampiamente orchestrato nel monumentale laoro "Il principio speranza" (Mimesis 2019). I capitoli alternano presentazioni di carattere introduttivo e studi di approfondimento delle tematiche individuate come centrali (utopia-speranza, ontologia-logica), a cui affiancano esempi del confronto di Bloch con altri pensatori: un autore contemporaneo (Heidegger) e autori del passato (Gioacchino da Fiore e Agostino). Il filo conduttore è il compito di ripensare l'utopico nel suo senso radicale di spirito e di principio che informa tanto il vivere dell'uomo quanto l'essere del mondo.