Libri di Gi
Bibliografia di Gi: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Giuseppe Laterza
Prossime uscite di Gi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282526029 Nessuna patata vuole essere un pomodoro
- 9791281862524 Origami. Il bambino e il pesciolino
- 9791281152250 Giacomo Leopardi e la cultura inglese
- 9791280795205 Loosers. Vol. 3
- 9791280771049 Nell'ora della stella. E altri scritti sui bambini e la morte
- 9791280760388 Il pupazzo di neve. Ediz. a colori
- 9791280507082 Semeiotica subliminale
- 9791259992765 Saldo finale
- 9791259903761 La mia casa
- 9791257230173 Donne sante donne streghe
L'anima Einstein e Nietzsche. Un unico pensiero Angiuli Michele - Edizioni Giuseppe Laterza, 2012 - Saggistica
L'anima Einstein e Nietzsche. Un unico pensiero - Edizioni Giuseppe Laterza
Tu e io. Il furto della mente e l'amore incatenato. Vivere con l'Alzheimer Girardet Maria G. - Edizioni Giuseppe Laterza, 2018 - Actavitae
Il racconto, può essere considerato un manuale di sopravvivenza per chi ha un caro in famiglia affetto da malattie della mente, un segno di speranza nel riuscire a donare se stessi in nome di un amore che, se in passato si è consolidato nella reciprocità di affetti, ora continua unilateralmente e senza attese di corrispondenze. Il libro offre diverse chiavi di lettura, in un caleidoscopio di immagini che si intrecciano con grande capacità narrativa tra passato e presente, nell'intimo della propria casa, come nelle più lontane e suggestive località estere, tra l'italiano e l'olandese, in perfetta armonia con un velo costante di signorilità, classe e malinconia che scivola naturale in ogni descrizione di eventi, di storie e di affetti. Sovrasta su tutto il dialogo, trascritto come su un diario, ma di cui si coglie il tono dolce e amorevole della voce, tra la moglie e il suo caro coniuge. La tragedia di entrambi, vissuta come pane quotidiano per chi, per amore, non crede alla malattia, e caparbiamente insiste per anni nel tentare un approccio logico, là dove irrimediabilmente ogni giorno, ogni dialogo, ogni gesto denunciano l'aggravarsi della situazione esistenziale.