Libri di Gide
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Il caso Redureau Gide André - Aragno, 2024 - Biblioteca Aragno
Il 30 settembre 1913, a Bas-Briacé, nella Charente Inferiore, il quindicenne Marcel Redureau massacra con un'accetta sette persone: quasi tutta la famiglia Mabit - presso la quale è a servizio - e la serva Marie Dugast. In tutto due adulti, tre bambini (di cui uno ancora in fasce), un'anziana e una ragazza. Il rapporto dei medici legali parlerà di membra sventrate, colonne vertebrali scomposte. Quali le ragioni di cotesta spaventosa carneficina? Il caso Redureau inaugurò nel 1930 la collana «Ne jugez pas», diretta da André Gide. Con questa collana, Gide si prefiggeva di scandagliare le terrae incognitae della psicologia umana a traverso la minuziosa, entomologica analisi di dossier giudiziari in cui i limiti del male e dell'imponderabile fossero palpabili. Di più: brucianti. L'intento era duplice: studiare embriologicamente i sentimenti umani, da una parte; e dall'altra, comprendere nonché decostruire quel macchinico funzionamento della Giustizia che - ieri siccome oggi - continua a dimostrarsi rotativa implacabile, imperturbata macina del frantoio universale della Storia.
Sulle influenze letterarie Gide André Settimo A. (Cur.) - Aragno, 2026 - Biblioteca Aragno
Per quanto sconveniente possa apparire, v'ha un campo in cui l'influenza non soltanto è benefica e rinsanguante, ma addirittura desiderabile. Esso campo - è la letteratura. Campo incircoscrivibile, a vero dire; campo che scampa a sé medesimo, che tutto dilata; che travolge nel proprio bollore mercuriale, nell'intensità di un febbrile addipanarsi, la vita intera. Ché l'uomo non può non essere influenzato. E riconoscere l'influenza sia ineludibile (del mondo - della società - della letteratura), riconoscerne il fatto cioè, equivale sempre un crimine per solito inaccettabile agli individui: quello di lesa personalità. Quasi un attentato terroristico all'Io. Ora: se tra le influenze del mondo e della società, (una volta ravvisate), è giocoforza destreggiarsi come serpi e colombe, viceversa, quelle della letteratura, hanno ad essere nutrite. La contaminazione o infezione o diffusione epidemica della letteratura - infatti e solamente - dà vita. Questo, in breve, l'assunto della conferenza di André Gide intorno alle influenze letterarie che qui pubblichiamo. E di cui, per vero, mai dovremmo finire di ringraziare Gide.
Simenon Gide André Settimo A. (Cur.) - Aragno, 2026 - Biblioteca Aragno
Lui: lo scrittore fluviale, l'inarrestabile concepitore di trame, di romanzi; penna si direbbe quasi bulimica, eppòi popolaresca (ma non solo); di una abbondanza tracimante e fino miracolosa. L'altro: il delicato tessitore di prose, poesie, drammi, già da vivo circonfuso di gloria letteraria; conclamato tassello della Weltliteratur; pilastro incrollabile nonché fondatore della NRF. Parliamo, cioè a dire, di Georges Simenon e André Gide. Strana coppia. Coppia nondimeno. E se noto è il carteggio tra i due, (il quale si dipana dal '38 al '52 per varie porzioni del terracqueo globo), a dirittura famigerato è il Dossier Simenon, (frammenti appunti considerazioni), che Gide vita natural durante serbò nel tiretto, e che avrebbe dovuto costituire, (ciò che mai si concretò per greve rammarico di Gide), il materiale preparatorio per uno studio sull'opera del romanziere più romanziere di Francia - a punto, Simenon. Quel dossier, oggi, presentiamo al lettore italiano.