Libri di Paolo Giovannetti
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Prosa in prosa e dintorni. Otto scritti militanti, 2009-2021 Giovannetti Paolo - Biblion, 2023 - Saggi
Nel 2009, nella collana «fuoriformato» dell'editore Le lettere, usciva un volume intitolato Prosa in prosa, che allineava testi di sei autori appartenenti alla cosiddetta area "di ricerca". La prefazione che Paolo Giovannetti scrisse per quell'occasione inaugurò un dibattito intorno alla cosa volutamente ambigua - anche se non oscura - che sceglieva appunto di chiamarsi «prosa in prosa». Negli anni, gli interventi militanti si sono moltiplicati, con l'intento di fornire pezze giustificative sempre più solide all'operato di quella parte della produzione letteraria italiana che un po' è riconducibile al "poetico", un po' (e forse sempre di più) si colloca in un campo definibile come "post-poesia" o come "ricerca". Per fare questo, però, è sempre sembrato necessario non perdere di vista la miriade di tradizioni che giustificano la vitalità, oggi, della prosa in prosa e che magari ne spiegano anche la collocazione ai margini del sistema letterario italiano. Uno dei punti fermi del discorso di Giovannetti è ricordare che dietro la prosa in prosa occhieggiano almeno due secoli di scritture che hanno negato la metrica tradizionale, tuttavia sempre evocandola di sbieco.
«The lunatic is in my head». L'ascolto come istanza letteraria e mediale Giovannetti Paolo - Biblion, 2021 - Scriba
Ascoltare è l'"abilità" più sfuggente, più legata alle fluttuazioni dell'esperienza soggettiva. Proprio per questo, forse, in passato si è cercato di regolarla e disciplinarla, e in un certo periodo del Novecento è stata concepita come il luogo di un possibile rovesciamento di gerarchie, all'insegna di un utopico (e freudiano) «ascolto dell'ascolto». Questo libro cerca di mostrare l'incidenza dell'atto di ascoltare e di udire soprattutto in letteratura, argomentandone l'importanza almeno su due piani. In primo luogo, c'è l'ascolto del diverso, in particolare del popolo in accezione romantica. La paradossale iscrizione di voci e sonorità provenienti da un mondo non borghese mette proficuamente in crisi l'identità dell'intellettuale democratico. In seconda battuta, c'è l'ascolto della vita interiore, la restituzione del pensiero intimo, attraverso le forme e i modi narrativi del discorso indiretto libero. Anche qui si giunge a una crisi benefica, solitamente chiamata modernismo. In ogni caso, ai livelli di consapevolezza più alti, l'ascolto dice di un bisogno di riflessione e partecipazione, di una condivisione problematica di valori pubblici.