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«È l'immortale rosa». D'Annunzio e il fiore dell'ebbrezza Goretti Paola - Silvana, 2022 - L'officina Del Vittoriale
Il volume è la prosecuzione di un contributo solo accennato (Parole come Rose), proposto nell'ambito della tavola rotonda "È l'immortale Rosa. Arti, storia, natura, architettura del paesaggio", ospitata presso Il Vittoriale degli Italiani il giorno 21 settembre 2019. Il simposio, curato da Sabina Antonini e moderato con Umberto Andolfato, che vide la partecipazione di relatori di approccio e formazione assai differente - Carlo Pagani, maestro giardiniere; Anna Caterina Furlani Pedoja, paesaggista; Beatrice Barni, dottore in scienze naturali e titolare dell'omonima azienda florovivaistica pistoiese; Tania Gianesin, Co-founder and Executive Board member di Moleskine Foundation -, voleva - anzitutto - dar conto della presenza della rosa nei più diversi contesti: storici, artistici, botanici, scientifici, culturali. A questa ricerca viene con questo volume fornito un contributo letterario che antologizza la presenza della rosa nella produzione dannunziana: prescindendo da intenti di sistematicità o censimento esatto, la volontà dell'autrice è piuttosto quella di, per usare le parole presenti nel saggio introduttivo, "illustrare un andamento capace di indicare una rotta, una costellazione di senso, un orizzonte spirituale, una categoria atmosferica all'interno della quale la danza della rosa (perché la rosa è una danza) sigla i riverberi emotivi del Poeta".
D'Annunzio e l'arte del profumo. Odorarius Mirabilis. Catalogo della mostra (Gardone Riviera, 14 aprile 2018-27 gennaio 2019) Goretti P. (Cur.) - Silvana, 2018 - Arte
Paroliere, filologo, artiere, fabbro, condottiero, politico, teatrante, gioielliere, giocoliere, auronauta, eternauta, arringatore, erotomane, miliziano, dandy, avventuriero, monaco, araldo, veggente, profeta, poeta. Profumiere, naturalmente. O meglio, aromatiere. Odorarius magister. Così il Vate è chiamato dal dottor cavalier Mario Ferrari della Farmacia Internazionale di Gardone Riviera, in una lettera del 4 marzo 1925 che ne magnifica la potente disposizione olfattiva, sguazzante di ebbrietà; visto che tutto - ma proprio tutto - era indispensabile al vivere inimitabile del suo mitridatico corpo. In omaggio all'Imaginifico, ecco dunque l'Odorarius Mirabilis. Tra visibile e invisibile, sacro e profano. Una sorta di sancta sanctorum in cui si profila la sintesi del gesto e del genio: estetico, collezionistico, letterario, erotico, sentimentale, liturgico. L'archivio degli odori discende da tutti gli snodi - carnali o trascendenti - in cui i profumi sprigionano la loro estatica malìa. Come fossero musica. Profluvi di rose inebrianti, gigli soprannaturali, giunchiglie innamorate, gardenie incandescenti, tuberose desiderabili. Odori d'ambra, di muschio e di rugiada; di sacrestia, cuoio, anticaglie. Remoti come liquori di cent'anni o freschi come perle fiumane. Per d'Annunzio il profumo è tutto e tutto è nel profumo. Percorso scenografico di Pier Luigi Pizzi.