Libri di Grazioli
Bibliografia di Grazioli: tutti i libri in vendita online editi da Effigie
Il primo congresso del sindacato dei profeti viventi Grazioli Luigi - Effigie, 2008 - Le Stellefilanti
I racconti di questo libro prendono spunto da quadri, fotografie o notizie scovate sui giornali: sono suggestioni "sottotraccia", che Luigi Grazioli ha legato a un personaggio o a un punto di vista o a una situazione esistenziale, dentro una forma narrativa antiretorica con al centro il linguaggio e la sintassi, e l'attenzione quasi maniacale a ogni singola parola. Per l'autore, letteratura è innanzitutto scrittura (sillabe, frasi, paragrafi, punteggiatura, suoni, ritmo), l'involucro entro il quale distillare "l'assoluto" e il "necessario", con un lessico il più semplice possibile. Nei racconti del "Primo congresso del sindacato dei profeti viventi" (anni fa in Nigeria si era tenuto davvero) la componente riflessiva o autoriflessiva è costante ma va letta in filigrana, adagiata in un ritmo quieto che di tanto in tanto accelera verso ironiche, paradossali, impensabili vie di fuga.
Tempesta Grazioli Luigi - Effigie, 2011 - Le Stellefilanti
Una donna misteriosa e dalla molte identità in fuga attraverso una città della pianura padana devastata da un'improbabile quanto furiosa tempesta tropicale. Un uomo che la conosce appena (ma abbastanza da credersene innamorato) che parte alla sua ricerca, prima da solo e poi in compagnia di un ambiguo personaggio, tra sospetti reciproci e imprevisti gesti di solidarietà. Una serie di avventure strampalate lungo strade allagate, tra case che crollano, saccheggi, incendi e esplosioni, bande di ragazzacci, poliziotti feroci quanto inconcludenti, politici sbraitanti, informatori, spacciatori, signore arrapate e vecchiette ipocondriache, cittadini con fucili da caccia grossa e candidi volontari, immigrati nei loro suk e autoctoni nelle proprie palazzine. Una storia di amore e la nascita di un'amicizia. E insieme l'attraversamento dei pregiudizi, dei luoghi comuni e delle sorprese di una comunità che il disastro scoperchia, narrate da una voce (o più?) non sempre attendibile, che li condivide tutti ma spesso se ne distanzia e li discute, da sola o con ipotetici interlocutori e con gli stessi personaggi, alternando il registro serio a quello ironico, il disincantato al partecipe, in una tonalità di fondo comica che è forse una delle poche forme di serietà ancora rimaste.