Libri di Di Nissa Gregorio
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Contro il fato Gregorio Di Nissa (San) Bandini M. (Cur.) - Edb, 2014 - I Classici
Il "Contra fatum" di Gregorio Nisseno rappresenta il contributo più denso e significativo di un Padre della Chiesa al dibattito antiastrologico, prosecuzione della riflessione sul fato e il libero arbitrio avviata nelle scuole filosofiche di età ellenistica. In un fitto succedersi di argomentazioni, in parte attinte alla tradizione filosofica, in parte non attestate altrove, Gregorio difende la libertà dell'uomo: "sorte e destino è la volontà di ciascuno". Non sono le stelle che assegnano all'uomo la sua sorte: egli è libero e, se vuole avere parte di vero bene, deve rivolgere lo sguardo a Dio, che ne è l'unica fonte.
Contro il fato Gregorio Di Nissa (San) Bandini M. (Cur.) - Edb, 2003 - Biblioteca Patristica
Il Contra fatum di Gregorio Nisseno (ca. 335/340 - ca. 395) rappresenta il contributo più denso e significativo di un Padre della Chiesa al dibattito antiastrologico, prosecuzione della riflessione sul fato e il libero arbitrio avviata nelle scuole filosofiche di età ellenistica. In un fitto succedersi di argomentazioni, in parte certamente attinte alla tradizione filosofica, in parte forse nuove, o almeno non attestate altrove, Gregorio difende la libertà dell'uomo: "sorte e destino è la volontà di ciascuno". Non sono le stelle che assegnano all'uomo la sua sorte: egli è libero, e se vuole avere parte di vero bene, rivolga il suo sguardo a Dio, che ne è l'unica fonte.
Omelie sul Cantico dei cantici Gregorio Di Nissa (San) Bonato V. (Cur.) - Edb, 1995 - Epifania Della Parola
Gregorio di Nissa dedicò al Cantico dei cantici una raccolta di 15 omelie che vengono qui presentate in una nuova traduzione. Seguace di Origene nell'interpretazione allegorica delle Scritture, Gregorio condensa nelle omelie sul Cantico la riflessione teologica dell'età matura. La scrittura interpretativa di Gregorio è una celebrazione del potere della parola che crea infinite immagini, fantasie di cose, piante, animali e racconti fino a ricoprire il già ricco testo biblico. Ma l'avvicinamento a Dio non è disvelamento in Gregorio: piuttosto è comprensione dell'impossibilità di conoscerlo. La parola e la ragione conducono fino alle soglie di una zona che resta oscura: il mistero divino è accessibile solo nelle sequela e nella fede continuamente pellegrina.