Libri di Di Nissa Gregorio
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La creazione dell'uomo. Testo greco a fronte Gregorio Di Nissa (San) Neola B. (Cur.) - Morcelliana, 2025 - Letteratura Cristiana Antica
Secondo il racconto del libro della Genesi, l'uomo è stato creato «a immagine e somiglianza di Dio». Ma come può essere immagine di Dio - che è incorporeo, eterno, immutabile, incorruttibile - una creatura corporea, destinata alla morte, soggetta al mutamento e nella quale il bene coesiste col male? Come credere alle parole della Scrittura se la natura umana sembra tanto distante da quella divina? Nel più celebre trattato di antropologia cristiana dell'antichità, composto intorno al 378 d.C. e qui proposto in una traduzione che tiene conto dell'edizione critica più recente, Gregorio di Nissa affronta questi interrogativi in dialogo con la sapienza greca e la tradizione teologica ed esegetica dei primi secoli. L'immagine, per essere tale, deve discostarsi in parte da ciò di cui è immagine: per questo l'essere umano, culmine della creazione e custode di un intelletto divino, ha con Dio un rapporto di identità e, al tempo stesso, alterità.
Confutazione della dottrina di Apollinare. Testo greco a fronte Gregorio Di Nissa (San) Sembiante A. S. (Cur.) - Morcelliana, 2026 - Letteratura Cristiana Antica
Composto verso la fine del IV secolo e qui presentato con testo greco a fronte e note di commento, l'Antirrheticus aduersus Apolinarium è il prodotto più maturo della cristologia di Gregorio di Nissa. In esso l'autore confuta l'eresia risalente ad Apollinare di Laodicea, secondo il quale Cristo non avrebbe in sé due nature, divina e umana, ma una sola, divina, che ha assunto un corpo privo di intelletto, sostituendosi a quest'ultimo. Se la carne è consustanziale al Figlio di Dio, ciò significherebbe che Cristo è fin da principio uomo e che a morire in croce fu Dio stesso. Per dimostrare l'empietà di tale dottrina Gregorio cita, spesso letteralmente, passi della Dimostrazione dell'incarnazione divina a somiglianza dell'uomo di Apollinare, conservando così frammenti di un'opera altrimenti quasi interamente perduta. Il percorso argomentativo tracciato conduce a ribadire che Cristo si è reso in tutto simile a noi per poterci rendere simili a lui: Dio, incorporeo e immateriale per essenza, si mescola alla natura umana come un sole che, scendendo ad abitare in una grotta, al suo arrivo dissipa le tenebre.