Libri di Cur Guarnieri
Bibliografia di Cur Guarnieri: tutti i libri in vendita online editi da Giunti Editore
ConVivere sulLa Strada. La «safety» nella mobilità stradale: idee, strumenti e percorsi Guarnieri S. (Cur.) - Giunti Editore, 2025 - Iniziative Speciali In Libreria
Perché sicurezza stradale in inglese si traduce con road safety e non road security? La lingua inglese è più precisa dell'italiano in questo caso. C'è una sottile e importante sfumatura che differenzia safety da security: la prevenzione del danno nel primo caso, la protezione da una minaccia intenzionale nell'altro. In questo libro capiremo che purtroppo il sistema di mobilità stradale che abbiamo costruito in Italia negli ultimi 75 anni non è affatto safe. Non previene i danni, ma addirittura li crea, provocando migliaia di morti e feriti gravi. Proveremo a spiegare in che modo possiamo cambiare questo sistema per farlo diventare intrinsecamente safe, cioè in grado di prevenire tutti quei comportamenti capaci di ferire o uccidere altri utenti della strada. Guarderemo alla mobilità del passato e a quella del futuro, alla psicologia della persona alla guida, alle soluzioni già forniteci dalla tecnologia e a quelle che arriveranno. E impareremo anche a utilizzare le parole giuste: gli scontri violenti che avvengono sulla strada non sono "incidenti", perché in quello che accade non c'è niente di casuale. La strada è uno spazio condiviso e non dovrebbe ammettere discriminazioni. Il nostro modello di mobilità deve permettere a tutti di viverla e allo stesso tempo di difendere il diritto alla vita di ciascuna persona, a partire dagli utenti più vulnerabili.
Il valore delle parole. La narrazione sbagliata degli scontri stradali Guarnieri S. (Cur.) - Giunti Editore, 2022 - Fuori Collana
"Furgone investe madre e figlio." "Auto impazzita entra nello stabilimento balneare." "Ecco la curva maledetta." "Non mi sono accorto di niente." "Il ragazzo è letteralmente volato." Questi sono solo alcuni fra i numerosi esempi del linguaggio usato dai media per descrivere casi di violenza stradale. Parole assurde, che tendono a giustificare chi ha comportamenti sbagliati alla guida, umanizzando le cose e spostando spesso l'attenzione sulle vittime e sulla loro presunta colpa. Per non parlare poi delle pubblicità che ci propongono un contesto del tutto irreale: automobili sempre da sole, città deserte e senza pedoni, semafori, incroci, ciclisti e veicoli parcheggiati. In un recente spot televisivo, quando l'auto trova di fronte a sé un ostacolo, appare all'improvviso un tunnel sotterraneo che le permette di continuare a sfrecciare senza perdere tempo. Il linguaggio e le immagini rafforzano senza dubbio un sistema di mobilità basato su macchine e moto, che esalta il diritto alla velocità dei mezzi e penalizza gli altri utenti della strada. Queste forme di comunicazione sono pericolose perché possono portare le persone, anche inconsapevolmente, ad approvare e giustificare comportamenti che sono invece illegali e che possono uccidere, come ad esempio l'eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza. Se vogliamo fermare la violenza stradale che ogni anno causa nel mondo un milione e trecentomila vittime - ed è la prima causa di morte fra i giovani - dobbiamo anche cambiare la narrazione che promuove l'uso delle auto e descrive gli scontri stradali chiamandoli incidenti. Partiamo quindi dal non chiamarli così, perché non c'è niente di casuale quando accadono, e iniziamo a usare parole corrette, le più aderenti possibile alla realtà, per raccontare ciò che avviene sulle nostre strade.
La legge che non voleva nascere. Dieci anni di omicidio stradale Guarnieri S. (Cur.) Biserni G. (Cur.) - Giunti Editore, 2026 - Iniziative Speciali In Libreria
Questo libro racconta la lunga battaglia di civiltà che ha portato, esattamente dieci anni fa, all'introduzione della legge sull'omicidio stradale nel Codice penale (legge 41/2016), dopo la raccolta di 85.000 firme di cittadini italiani. Una battaglia nata dal dolore di famiglie che hanno vissuto la perdita di un proprio caro e dalla determinazione di chi, come gli operatori della polizia stradale, assiste ogni giorno alla violenza e all'ingiustizia riservata alle vittime di omicidio e lesioni stradali. Attraverso testimonianze dirette, ricostruzioni storiche e analisi dei dati, il libro ripercorre il percorso durissimo che ha portato alla nascita della legge, tra l'indifferenza delle istituzioni, le resistenze culturali e le sentenze irrisorie, e prova a valutare cosa è cambiato nelle indagini delle forze di polizia e nei tribunali con l'applicazione della legge, evidenziando progressi raggiunti ma anche aspetti che dovrebbero essere migliorati. Gli enti promotori - la Fondazione Lorenzo Guarnieri, l'Associazione Gabriele Borgogni e l'ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale) - sono sempre stati convinti che una nuova legge fosse necessaria e giusta, ma anche indispensabile per far partire un cambiamento di mentalità, tuttora in corso, in cui l'omicidio stradale non sia più un "incidente", ma un fatto grave causato da comportamenti irresponsabili dell'essere umano alla guida.