Libri di Roberto Gugliotta
Bibliografia di Roberto Gugliotta: tutti i libri in vendita online editi da Fazi
Mi chiamo Maurizio sono un bravo ragazzo ho ucciso ottanta persone Gugliotta Roberto Pensavalli Gianfranco - Fazi, 2008 - Le Vele
In un romanzo-verità a più voci, ascesa, potere e caduta di uno spietato killer di Cosa Nostra. Maurizio, il "bravo ragazzo" che parla a ruota libera in questo libro, è in realtà Maurizio Avola, uno dei sicari al servizio di Benedetto Santapaola, capo della cosca mafiosa che controllò per decenni Catania e l'intera Sicilia orientale. Dalle rapine al primissimo omicidio affrontato come un bestiale "esame" sul campo - fino alla terribile routine di decine e decine di uccisioni a sangue freddo eseguite su commissione, l'uomo che nel 1984 assassinò il giornalista Pippo Fava si racconta senza reticenze. La sua voce, intervallata da quella della moglie e dal controcanto lucido e razionale del giudice che raccolse le sue deposizioni, ci sorprende e ci fa orrore mentre svela la logica perversa e spietatamente coerente di un uomo che scelse di essere un soldato della famiglia Santapaola, da lui venerata come un soldato venera il proprio generale, eseguendo gli ordini senza porsi interrogativi. Finché qualcosa in lui non si è incrinato, spingendolo, dopo l'arresto, a collaborare con la giustizia e a permettere ai due giornalisti Roberto Gugliotta e Gianfranco Pensavalli, che per mesi l'hanno ascoltato e intervistato nel carcere dov'è rinchiuso, di raccogliere la testimonianza di una vita che non riesce più a venire a patti con se stessa, rivelandoci una volta ancora il vuoto e il silenzio morale che si nascondono dietro la maschera dell'"uomo d'onore".
Il Picciotto e il brigatista Gugliotta Roberto Vizzaccaro Giovanna - Fazi, 2010
Italia, anni di piombo. Un brigatista e un mafioso s'incontrano nel carcere di Cuneo. Dopo l'iniziale diffidenza, tra i due nasce un'amicizia che diviene sempre più profonda, autentica, indissolubile. Il romanzo prende spunto da un reale fatto di cronaca, la mancata uccisione di molti brigatisti da parte dei detenuti siciliani, che avrebbero dovuto obbedire agli ordini dei loro capi e che invece hanno preferito combattere la mafia stessa piuttosto che i compagni di prigionia. La vita carceraria è ricostruita attraverso i racconti di ex detenuti, a lungo intervistati dagli autori. Le carceri, in quel periodo, sono un microstato con rigide leggi interne e codici comportamentali che procedono paralleli alle trame che si tessono all'esterno. In un arco temporale che si snoda lungo un decennio di sangue, Roberto Gugliotta e Giovanna Vizzaccaro indagano sui misteriosi rapporti tra mafia, Stato e Brigate Rosse, penetrando nella vita dei detenuti e mostrando gli intrighi di quei difficili anni dal punto di vista di due antagonisti che, eccezionalmente, si aiutarono a vicenda.