Libri di Jeanne Hersch
Bibliografia di Jeanne Hersch: tutti i libri in vendita online editi da Dalai Editore
Rischiarare l'oscuro. Autoritratto a viva voce. Conversazioni con Gabrielle e Alfred Dufour Hersch Jeanne - Dalai Editore, 2006 - I Saggi
Questo libro è un'autobiografia intellettuale scritta sotto forma di intervista. Dialogando con Gabrielle Dufour Kowalska e Alfred Dufour, Jeanne Hersch parla di sé e del suo lavoro soffermandosi sulle tappe fondamentali della sua vita ed esponendo in modo limpido e semplice il suo pensiero. Quest'opera mostra anche l'altra faccia della natura duplice della sua filosofia, che è al contempo pratica filosofica e filosofia pratica: un'etica applicata, una riflessione critica sugli oggetti e sui problemi dell'agire umano (medicina, bioetica, arte, diritti umani, politica, lavoro, etc.).
Primo amore (Temps alternés) Hersch Jeanne - Dalai Editore, 2005 - Romanzi E Racconti
In piena guerra, 1942, Jeanne Hersch pubblica, sotto forma di diario, un lungo monologo interiore di sé adolescente, scrivendo al marito Marc che si trova al fronte. Scrive da un paese sul lago Lemano, conducendo una vita scandita da piccoli gesti quotidiani che sembrano caricarsi di un valore salvifico in un tempo segnato dalla paura. E scrive non solo per sconfiggere la solitudine, ma soprattutto per condividere con Marc un segreto, finora mai confessato, dei propri anni di fanciulla. L'adolescenza è un tempo senza dimora nel quale spesso hanno luogo dei veri miracoli. E il miracolo che qui si ricompie è quello di una giovane donna che vive il suo primo amore per un uomo più grande di lei, Pierre, che le fa scoprire l'immensità di un sentimento sconosciuto.
Tempo e musica Hersch Jeanne - Dalai Editore, 2009 - I Saggi
"Tempo e Musica" raccoglie una serie di interventi scritti da Jeanne Hersch tra il 1981 e il 1990. Non si tratta solo di saggi, ma di intuizioni, spunti, brevi frammenti sul tempo e sulla musica, e sul legame che instaurano con la sfera delle emozioni. Come possiamo definire il tempo della musica? Come è possibile "sentire" il Don Giovanni di Mozart o una sinfonia a così tanti anni di distanza dalla loro composizione? Immaginiamo di essere a un concerto. Ci limitiamo ad ascoltare, senza agire, ma non per questo siamo passivi, anzi, diveniamo ricettivi e la musica suscita in noi una vita emotiva autonoma. Nel presente - che è il tempo dell'ascolto - viviamo ciò che in essa non passa, poiché la musica suonata e ascoltata non può dissolversi nel passato, ma agisce nel presente. Il suo tempo è un "presente eterno" che unisce l'essere e il non-essere del tempo: trascende il tempo di chi ascolta, come se quell'attimo, in un certo senso, si conservasse per sempre. Un'opera che getta una luce sul senso di un possibile incontro tra musica e filosofia.