Libri di Hoffmann
Bibliografia di Hoffmann: tutti i libri in vendita online editi da Astrolabio Ubaldini
Manuale di training autogeno Hoffmann Bernt Weilbacher R. (Cur.) - Astrolabio Ubaldini, 1980 - Psiche E Coscienza
Il training autogeno è una delle forme di psicoterapia più applicate nel trattamento dei disturbi fisici e psichici. Fu creato e sviluppato da J. H. Schultz sin dagli anni venti, e da allora il numero di coloro che lo praticano regolarmente è andato aumentando. Lo scopo diretto e immediato del training autogeno è il rilassamento, ma attraverso il rilassamento esso consente di sciogliere tensioni, di migliorare il proprio rendimento in tutte le attività, di eliminare i disturbi vegetativi e una gran varietà di disfunzioni psichiche e comportamentali; si può dire che, in generale, esso tenda a promuovere la tranquillità d'animo, l'armonia e un fiducioso abbandono alla vita. Questo manuale è stato progettato come una trattazione esauriente e sistematica degli aspetti sia teorici sia pratici concernenti il training autogeno, così come si è sviluppato dalla sua introduzione fino ad oggi. Si è dato particolare risalto alla caratterizzazione precisa di questo stato psicofisico inquadrandolo tra le varie forme di apprendimento, di distensione e di suggestione, e differenziandolo rispetto ad altri processi affini, come l'ipnosi e il sonno. Questo manuale rappresenta il miglior ausilio sia per i terapeuti che addestrano nel training autogeno, sia per coloro che lo praticano e che desiderano migliorare il loro apprendimento di questa straordinaria tecnica di rilassamento.
Zen radicale. I detti del maestro Joshu Hoffmann Yoel - Astrolabio Ubaldini, 1979 - Civiltà Dell'oriente
Il grande maestro zen giapponese Dôgen dichiarò che "non ci fu un Jôshû prima di Jôshû e non ci fu un Jôshû dopo Jôshû". Quale fu il suo messaggio? Il suo messaggio era che non c'è alcun messaggio, che il mondo, con tutto ciò che contiene, non è né buono né cattivo, né santo né dannato; che non è nulla al di là di se stesso. Jôshû rifiutava i concetti astratti come 'Via', 'Verità', o 'il Buddha'; quando gli viene chiesto: "Chi è Jôshû?", lui risponde: "un rustico"; ed è proprio ciò che è: un contadino cinese. Jôshû afferma ripetutamente di non avere nulla da insegnare; interrogato sulla persona 'purificata' risponde: "Da me non c'è posto per questo stupido". E quando gli viene chiesto quale sia il 'Buddha più alto di tutti', indica con la mano il campo e dice: "L'uomo che guida i suoi buoi, è lui". Quali che siano gli influssi culturali che hanno modellato le sue idee, il suo insegnamento non può e non deve essere visto come un sistema filosofico o magari anti-filosofico. Ognuno dei 458 episodi riportati in questo libro è un'espressione diretta della sua via. Se qualcuno può sembrare bizzarro, è perché la sua via è così estremamente semplice e così assolutamente chiara che troviamo difficile capirla. Dobbiamo sempre ricordare che Jôshû dice quel che dice senza un 'motivo' particolare. Non c'è un bisogno particolare di 'capire'.