Libri di Cur Ilardi

Bibliografia di Cur Ilardi: tutti i libri in vendita online editi da Meltemi

Utopie mascherate. Da Rousseau a «Hunger games» libro
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LIBRO   9788883538360

Utopie mascherate. Da Rousseau a «Hunger games» Ilardi E. (Cur.)  Loche A. (Cur.)  Marras M. (Cur.)   -  Meltemi, 2018  -  Nautilus

A partire dagli anni Novanta del secolo scorso è esploso un nuovo e fortissimo interesse, soprattutto tra le nuove generazioni, verso gli universi utopici e distopici. Ciò probabilmente è dovuto, come era avvenuto anche in epoche precedenti, a quel radicale cambio di paradigma tecnologico che ha visto l'avvento e la straordinaria diffusione delle tecnologie digitali applicate a ogni aspetto dell'umano: comunicazione, trasporti, produzione di energia, agricoltura, medicina, armi ecc. Il forte ritorno negli ultimi anni di un genere come la fantascienza (in romanzi, film, serie TV, videogame di grande successo) che, tra giravolte decostruzioniste e roboanti proclami sulla fine della Storia, sembrava aver esaurito la sua funzione di immaginare e testare il futuro, ne è un'ennesima conferma. Ma utopia e distopia hanno una storia antica e hanno sempre funzionato come straordinari grimaldelli interpretativi sia delle dinamiche del presente che delle loro derive future. Questo grazie alla loro estrema duttilità e capacità di essere declinate in tutti i possibili aspetti della società: politico, economico, tecnologico, di razza, di genere. Questo libro rappresenta un tentativo di mostrare la grande adattabilità dei concetti di utopia e distopia, strumenti indispensabili per comprendere il periodo storico in cui viviamo e immaginare quello successivo.

€ 20.00 € 19.00
LIBRO   9788883536021

Una strana rivista. «Gomorra» 1998-2007 Ilardi M. (Cur.)   -  Meltemi, 2007  -  Le Melusine

La rivista "Gomorra" esce per la prima volta in libreria dieci anni fa. Ha due obiettivi: rompere l'autonomia delle discipline di fronte all'insorgere della questione metropolitana che rappresentava una radicale discontinuità rispetto alla città del Moderno; ricollocare il territorio al centro della riflessione e dell'analisi teorica. La fonda un gruppo romano di architetti, urbanisti, sociologi, antropologi e critici d'arte: la vicinanza di lavoro e di vita, la possibilità non solo di incontrarsi con una certa continuità ma anche di scontrarsi in discussioni interminabili ed estenuanti sono fattori determinanti per cementare quella parzialità del punto di vista, quella consapevolezza dell'essere "parte", quella rivendicazione di autonomia e di libertà teorica che hanno caratterizzato i dieci anni di vita della rivista.

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