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Come si studiano le mafie? La ricerca qualitativa, le fonti, i percorsi Ingrascì O. (Cur.) Massari M. (Cur.) - Donzelli, 2022 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
La criminalità organizzata, soprattutto di tipo mafioso, è un oggetto di analisi che impone ai ricercatori uno sguardo critico. Come si può, infatti, studiare un fenomeno segreto, oscuro, illegale, pericoloso? Un fenomeno che non si presta a essere osservato direttamente, che risulta sovraccarico di immagini di senso comune e che risente di rappresentazioni sociali diffuse, profondamente legate alla prospettiva istituzionale? Gli studi sulle mafie assistono a una crescita costante, testimoniata dalla vivacità del confronto scientifico a livello internazionale, dall'avvio di progetti di ricerca interdisciplinari e dall'emergere di centri di ricerca specializzati fuori e dentro l'accademia. Ma a fronte di una sempre maggiore rilevanza del dibattito, la riflessione riguardante gli strumenti, il metodo e le tecniche utilizzati non ha ricevuto un'attenzione altrettanto sistematica. A partire dalla ricerca di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari - dalla sociologia al diritto, dall'antropologia alla storia, dalla geografia alla criminologia - questo volume si pone come strumento utile per coloro che non solo vogliono interrogarsi su tecniche di ricerca, fonti e approcci disciplinari, ma sono anche interessati ad approfondire e affinare la consapevolezza delle implicazioni etiche e politiche delle proprie scelte e farsi carico degli esiti che i processi di conoscenza sono in grado di innescare, sia sul piano delle rappresentazioni del fenomeno che su quello delle decisioni pubbliche.
Roma, per esempio. Le città e l'urbanista Insolera Italo - Donzelli, 2010 - Saggi. Natura E Artefatto
Nel corso di una vita di studi, Italo Insolera, uno dei più importanti esperti della dimensione urbana e delle scienze del territorio, ha scelto di confrontarsi con un "oggetto privilegiato" di ricerca sul quale sperimentare le sue analisi e nel quale inverare le sue riflessioni. L'oggetto è Roma: non solo la Roma del centro storico monumentale, ma quella più vasta e contraddittoria realtà urbana che attorno al centro gravita e si muove. In effetti, i saggi raccolti nel voume, scritti nell'arco di cinquant'anni e unificati da questo denso filo conduttore, potrebbero essere tutti riassunti con la frase magistrale di Pasolini: "Attorno a Roma c'è quella cosa immensa e spappolata che è Roma". Immagine che del resto - nota l'autore - si può applicare a non poche altre città italiane, che hanno vissuto importanti trasformazioni in epoca moderna. E solo apparentemente sorprendente il fatto che gli argomenti qui trattati siano di così scottante attualità. Che si tratti dei rapporti tra i quartieri di nuovo insediamento e il centro storico, del modo di concepire la connessione tra l'antico e il moderno in una città dalla storia millenaria, della viabilità e dei trasporti, delle grandi scelte di indirizzo pubblico o degli enormi interessi degli immobiliaristi e dei costruttori, Roma ripropone oggi una serie di sfide e di contraddizioni irrisolte, ancora presenti entro la vigile lezione di questo studioso.
Il ritratto dell'amata. Storie d'amore da Petrarca a Tiziano. Ediz. illustrata Ingeborg Walter Zapperi Roberto - Donzelli, 2006 - Saggi. Arti E Lettere
Ogni epoca propone un proprio canone di amore, che in qualche modo determina tutte le forme e i rituali a esso connessi. Qual era questo canone in quello straordinario periodo di fioritura delle arti che è stato il Rinascimento italiano? Alla ricerca di una risposta, gli autori di questo libro propongono il racconto di otto esemplari storie d'amore, che sono al tempo stesso un viaggio avvincente nella pittura e nella poesia italiane dei secoli XV e XVI. Il punto di partenza di questo itinerario è il modello ideale di amore fissato da Petrarca nel Canzoniere: la scoperta di una passione amorosa, libera dai vincoli coniugali, ma anche da quelli della sessualità e del corpo. Nei secoli successivi da questo canone nasce rituale amoroso che prescrive la celebrazione dell'amore ideale per una donna tanto bella quanto inaccessibile, alla quale si dedica un ritratto accompagnato da un commento poetico. La pratica di questo rituale diventa un raffinato gioco di società promosso dall'élite intellettuale italiana. Gli attori del gioco sono coppie celebri: da Lorenzo de' Medici e Lucrezia Donati ad Alessandro Farnese e Livia Colonna, e gli artisti coinvolti si chiamano Giovanni Bellini, Leonardo, Tiziano. Fatalmente l'amore ideale si trasforma in una concreta passione, a cui il rituale petrarchesco fa da galante copertura. Così, prima che la repressione dei costumi imposta dalla Controriforma ponga fine al sofisticato gioco, l'amore rinascimentale sembra anticipare di oltre due secoli quello romantico.