Libri di Indelli
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Arechi II. Duca e principe. Nuova ediz. Indelli Tommaso - Volturnia Edizioni, 2024 - Studi Vulturnensi
Caduta Pavia in mano franca, Arechi II, come riporta una fonte posteriore agli eventi, «...primus Beneventi principem se appellare iussit.. >>, si proclamò "principem Langobardorum" e abbandonò la titolatura ufficiale fino ad allora adoperata nei praecepta cancellereschi, ossia "domnus vir gloriosissimus Arigis summus dux gentis Langobardorum".La rivendicazione del titolo di "princeps" sancì, sul piano politico, giuridico e dei rapporti internazionali, la trasformazione costituzionale della compagine politica beneventana da un ducatus a un principatus e produsse una sorta di translatio regni, di "passaggio di consegne" da Pavia a Benevento (...) Soprattutto nella Tarda Antichità (III-V secolo d. C.), il titolo di "princeps" aveva finito per indicare l'imperator, la fonte suprema di ogni potere, e continuò ad essere adoperato dai re germanici anche dopo il crollo dell'Impero romano d'Occidente. Nel contesto dei regni "romano-barbarici" il titolo di "princeps" fu adoperato anche da alti dignitari e ufficiali palatini, come i maggiordomi del regno franco che, col tempo, finirono per esautorare i sovrani merovingi, privandoli di ogni potere (...)
Confini e stranieri nell'Italia longobarda. La disciplina giuridica (VII-X secolo) Indelli Tommaso - Volturnia Edizioni, 2022 - Studi Vulturnensi
L'analisi degli ordinamenti giuridici e amministrativi del regno e dei principati longobardi del Mezzogiorno d'Italia consente di fare chiarezza sulla reale natura dei confini politico-territoriali di alcune delle compagini politiche più significative dell'Europa altomedievale. Un'indagine del genere dovrebbe mirare a contestualizzare e a storicizzare le relative problematiche, evitando paragoni insostenibili con le entità statuali odierne, frutto di un processo di progressivo accentramento dei poteri di governo, iniziato in epoca tardomedievale e proseguito, con successo, in età moderna e contemporanea (XVI-XIX secolo), a scapito delle autonomie locali e delle aristocrazie fondiarie. (...)