Libri di Irti
Bibliografia di Irti: tutti i libri in vendita online editi da Il Mulino
Tradizione e modernità dello Istituto Italiano per gli Studi Storici Irti Natalino - Il Mulino, 2018 - Ist. Italiano Per Gli Studi Storici
L'Istituto non è la chiusa cittadella d'una ortodossia filosofica, che respinge sviamenti e condanna eresie, ma il luogo, questo sì, dove si custodisce e si esercita un metodo di studio e uno stile didattico: il metodo di studio, che, congiungendo filologia e filosofia, ha cura dei particolari, dei concreti dati storici, e insieme li interroga e compone alla luce dei concetti proprî di ogni ramo del sapere; uno stile didattico, che è nel dialogo con i giovani, educati alla lettura delle grandi opere del passato, e pure aperti ai fenomeni della contemporaneità, quale ci è data dal progresso della tecnica e dallo sviluppo delle altre discipline mondane.
Riconoscersi nella parola Irti Natalino - Il Mulino, 2020 - Ist. Italiano Per Gli Studi Storici
Il diritto 'chiude' gli eventi (e fatti e cose e individui) nella purezza linguistica delle forme. Così la 'realtà', di per sé muta e inespressiva, prende significato giuridico. Assoluto formalismo e assoluta linguisticità sono tutt'uno, e insieme costruiscono il terreno in cui gli uomini si riconoscono nel loro parlare e agire. Ma l'in-forme è sempre in agguato, e, tra rotture e schianti dolorosi, sospinge verso altre forme e altre parole.
Dialogo sul liberalismo. Tra Benedetto Croce e Luigi Einaudi Irti Natalino - Il Mulino, 2012 - Ist. Italiano Per Gli Studi Storici
Il saggio, che origina dalla conferenza tenuta da Irti all'Accademia dei Lincei nel novembre 2011, oltre a ricostruire l'intenso dialogo tra Benedetto Croce e Luigi Einaudi (un confronto durato in definitiva un cinquantennio), mira anche a dar risposta a un interrogativo a noi contemporaneo, sul significato dell'aggettivo liberale e di liberalismo, lemmi e concetti abusati oggi nei più diversi contesti. Sullo sfondo c'è tutto il travaglio della storia italiana più recente, dall'epoca fascista, con il confronto di Croce con Alfredo Rocco e Giovanni Gentile, fino agli anni di formazione della Repubblica, e il divario sempre più incolmabile fra le posizioni di Einaudi e Croce nel dopoguerra. Il primo su posizioni di carattere empiristico, per così dire anglosassone; il secondo, forte della sua fede nella dimensione etica dello Stato, che in questa eticità individuava i limiti del liberalismo: sull'assunto che è la coscienza morale del singolo che si traduce in fede nella dimensione etica dello Stato, che impone regole morali alla società.