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Jin Jiyan Azadi. Vol. 1: La rivoluzione delle donne in Kurdistan Istituto Andrea Wolf (Cur.) - Tangerin Editrice, 2026 - Saggistica
«Jin, Jiyan, Azadî» - Donna, Vita, Libertà. Prima di diventare uno slogan conosciuto in tutto il mondo, queste parole hanno preso forma attraverso il percorso politico e sociale del movimento delle donne curde. L'assedio di Kobane e la resistenza all'Isis ne hanno reso visibile l'esistenza a livello globale, ma le radici di questa esperienza affondano in decenni di organizzazione collettiva, trasformazione sociale e costruzione di un progetto di libertà che ha trovato nel confederalismo democratico una delle sue espressioni più significative. Questo primo volume, curato da un collettivo di ricerca riunito attorno all'Istituto Andrea Wolf in Rojava, ci conduce nel cuore della rivoluzione delle donne del Kurdistan svelando dalla prospettiva delle protagoniste la riflessione teorica che si cela dietro il loro impegno. Memorie, lettere, interviste e pagine di diario restituiscono il racconto corale di venti rivoluzionarie che hanno messo in discussione non solo il proprio destino, ma le fondamenta stesse del sistema patriarcale. Dalle carceri turche alle montagne del Kurdistan, dalle prime organizzazioni femminili alla nascita della Jineolojî, la «scienza delle donne», emerge un percorso di studio, autocritica e trasformazione che indaga le origini del patriarcato, dello stato e del capitalismo e che avanza la proposta rivoluzionaria di un'alternativa fondata sulla democrazia radicale, l'ecologia e la liberazione delle donne - prima nazione oppressa e colonizzata del mondo. Nata dall'esperienza rivoluzionaria delle comunità del nord-est della Siria che l'hanno resa pratica quotidiana, questa filosofia politica non si rivolge soltanto ai popoli di quel territorio. Essa dialoga con le lotte contro il colonialismo, il patriarcato e lo sfruttamento in ogni parte del mondo, proponendo un modo radicalmente diverso di pensare la storia, la conoscenza e la vita collettiva. Una testimonianza potente e visionaria che mostra come la liberazione delle donne possa diventare il punto di partenza per immaginare una società più giusta e democratica, libera dal dominio e dalla violenza.