Libri di Jaroslaw Iwaszkiewicz
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Le signorine di Wilko Iwaszkiewicz Jaroslaw - Ponte Sisto, 2017 -
Da molti considerato il capolavoro in prosa di Jaroslaw Iwaszkiewicz, il racconto (o romanzo breve) "Le signorine di Wilko" fu pubblicato a Varsavianel 1933, divenendo subito un classico della letteratura polacca; Andrzej Wajda nel 1979 ne fece una celebre trasposizione cinematografica in cui compariva lo stesso scrittore, filmato un anno prima della sua scomparsa. Incentrato sui motivi della memoria e del tempo, "Le signorine di Wilko" costituisce una profonda riflessione sulla nostalgia del passato e sulla rassegnazione del presente, sul contrasto tra la mitizzazione dei ricordi e la dolorosa presa di coscienza di sé. All'indagine sul mistero dell'identità e sui risvolti dell'animo umano fa da contorno la struggente bellezza del paesaggio, descritta con lo stesso malinconico trasporto che lo scrittore provava per il paesaggio italiano e per quella Sicilia in cui,in un albergo di Siracusa, il racconto fu ultimato.
La mappa del tempo Iwaszkiewicz Jaroslaw Groggia F. (Cur.) - Ponte Sisto, 2010
JarosBaw Iwaszkiewicz (1894-1980) è stato una delle figure più importanti della letteratura polacca del Novecento. Nato a Kalnik, in Ucraina,fin dalla prima giovinezza coltivò un cosmopolitismo che lo porterà a frequentare i luoghi e i miti della tradizione culturale europea, intesa nel senso più ampio. Prosatore di rara esattezza e distruggente malinconia, romanziere spesso dedit oall'affresco storico, drammaturgo originale alle prese con frammenti di vita di Chopin e Balzac,librettista d'opera per Szymanowski (Re Ruggero), Iwaszkiewicz iniziò e terminò la sua carriera come poeta di raffinata musicalità. Dagli esordi nei caffè letterari di Varsavia durante il primo dopoguerra fino all'ultima raccolta Musica di sera (1980) la poesia di Iwaszkiewicz si caratterizza per uno stile personale che resisterà a mode e correnti e per una poetica che unisce, in un crescente pessimismo per gli esiti della storia,il senso della bellezza del mondo alla percezione acuta della morte e del nulla, con un tenace attaccamento ai valori della cultura che permeano l'orizzonte stesso della realtà.