Libri di Ivan Jablonka
Bibliografia di Ivan Jablonka: tutti i libri in vendita online editi da Einaudi
Laëtitia o la fine degli uomini Jablonka Ivan - Einaudi, 2018 - Frontiere Einaudi
La notte tra il 18 e il 19 di gennaio del 2011 Laëtitia Perrais viene rapita, accoltellata e strangolata in un sobborgo del nord della Francia. Due giorni dopo viene arrestato un uomo con diversi precedenti penali a carico: Tony Meilhon. Ma il corpo della ragazza non si trova e non si troverà per più di dieci giorni. I grandi giornali nazionali danno la notizia, seguono il caso con clamore morboso e costruiscono «il mostro». Le televisioni prendono d'assalto amici e parenti alla ricerca di uno scoop. I politici invocano una stretta sul crimine e pene più severe. Ovunque si parla di lei ma nessuno ne parla veramente. Il suo nome è sulla bocca di tutti ma ciascuno lo usa per i propri fini. Laëtitia però, oltre alla sua morte orrenda, ha avuto una vita che non è mai interessata a nessun giornalista, nessun politico, nessuno studioso. Ivan Jablonka, con gli strumenti dello storico e la passione del narratore, quella vita la ricostruisce. Perché un fatto di cronaca nera non è mai un semplice fatto e non ha nulla di cronachistico, ma nasconde sempre una dimensione sociale e soprattutto umana. L'indagine minuziosa dell'accademico lascia così lentamente spazio, pagina dopo pagina, alla storia intima e toccante di un'infanzia fragile, di una bambina cresciuta troppo in fretta, di una madre depressa e un padre violento, di istituti e affidi. Una storia fatta però anche di cose belle, di sensazioni che si provano così forti e pure solo da adolescenti, di piccole vittorie contro il mondo. Una storia finita troppo presto. Laëtitia ha passato la vita ostaggio dell'ingiustizia, della violenza degli ambienti e di quella degli uomini. Persino dopo la morte del suo corpo di donna si è continuato ad abusare, trasformandolo in uno spettacolo macabro. Jablonka con questo libro la libera dalle catene del potere, che prima l'ha ignorata e poi l'ha trasformata in vittima sacrificale. E le restituisce, servendosi delle armi a disposizione della scrittura, la dignità e la dolcezza che dovrebbero spettare a ogni essere umano.
La cultura del femminicidio Jablonka Ivan - Einaudi, 2026 - Saggi
Le tristi cronache attuali, ormai purtroppo quasi quotidiane, hanno imposto l'emergere di una parola che prima non eravamo soliti sentire: femminicidio. In effetti è una parola recente, eppure ha una storia antica. Il copione è sempre lo stesso, c'è una donna, c'è il suo corpo, c'è il desiderio di possederlo al di là della sua volontà; e poi ci sono, in diverse varianti, aggressione, tentativi di violenza e uccisione. Ma com'è possibile che tutto ciò sia diventato una componente centrale del nostro immaginario, una cosa ovvia, una legge non scritta, un passaggio obbligato di libri, opere d'arte, film? Ivan Jablonka ci mostra come si è andata consolidando, dalla Bibbia alle serie tv che guardiamo ogni sera su Netflix, l'ideologia «ginocidaria» del dominio maschile. Nel 2020, nel mondo, 47000 donne sono state uccise da un partner o da un membro della famiglia, vale a dire una ogni undici minuti. Il femminicidio non è solo un crimine patriarcale che insanguina le nostre società da millenni, ma anche uno sguardo, una modalità di pensiero ormai profondamente radicata in noi. L'assassinio a sfondo sessuale è una delle ossessioni che ci portiamo piú sepolte nel profondo, anche se con una certa ambiguità: sappiamo che è un atto odioso, eppure siamo culturalmente assuefatti. Ma come siamo arrivati a questo punto? Ivan Jablonka affronta l'oscura genealogia delle varie forme di messa in scena della violenza contro le donne, facendoci entrare nelle strutture simboliche e sociali che tengono in piedi la cultura del femminicidio. Se infatti adesso i delitti misogini, almeno nella gran parte delle persone, suscitano orrore, sono però assai diffusi in svariate forme artistiche e narrative, godendo di una certa benevolenza critica e intellettuale: mitologia, poesia, disegno, pittura, giornalismo, varietà, cinema, pubblicità, moda, canzone popolare. Da Gezabele ai film horror degli anni Settanta, dai martiri medievali ai numeri di magia dei prestigiatori tra Otto e Novecento sempre pronti a segare in due la loro avvenente assistente, dal mito greco alle hit pop che canticchiamo senza pensarci: una sovrastruttura culturale vastissima e diffusa capillarmente, che giustifica il femminicidio in tutte le sue piú svariate rappresentazioni, e attraverso la quale le società hanno nel corso dei secoli legittimato il dominio degli uomini sulle donne.