Libri di Michael Jakob
Bibliografia di Michael Jakob: tutti i libri in vendita online editi da Silvana
La Leda scomparsa Jakob Michael - Silvana, 2024 - Varia
Gli specialisti partono sempre dall'esistente, da documenti e fatti provati. Così riducono tutto a un livello matter of fact. E perché questo? Perché non si pongono mai la domanda centrale, la domanda madre di tutte le domande, soprattutto per quanto riguarda Leda. Posto che la Leda di Leonardo sia esistita e sia scomparsa, cosa bisogna chiedersi? Logicamente, perché sia scomparsa. È proprio la sua scomparsa che può determinare la sua esistenza. Quindi bisogna chiedersi perché la Leda sia sparita, svanita dal nulla. Per me è questo l'inizio dell'indovinello. Un originale e divertente racconto che ruota intorno alla celeberrima Leda di Leonardo, dipinto su tavola andato perduto, e per questo diventato, nel corso dei secoli, fonte di studi, speculazioni e domande irrisolte.
La finta montagna. Ediz. illustrata Jakob Michael - Silvana, 2022 - Architettura
In molti dei più importanti giardini del XVI secolo si ergevano piccole montagne artificiali, quasi sempre simboleggianti il Parnaso. Le feste, l'arte dei giardini, la pittura e la poesia rinascimentali alludevano all'antica montagna sacra, un topos ripreso nelle architetture effimere delle celebrazioni barocche e nella montagna dell'Essere Supremo durante gli anni della Rivoluzione. Nel corso dell'Ottocento, la montagna artificiale si materializzerà di nuovo in vario modo, come finto vulcano, piramide iniziatica o artefatto pittoresco a imitazione della natura. In seguito, riapparirà nei grandi parchi a tema delle esposizioni universali quale massiccio montuoso costruito ad ate e, non da ultimo, un po' ovunque sul pianeta nelle innumerevoli montagne di rifiuti che lo ricoprono. Costruzione altamente simbolica, la finta montagna si attesta come un luogo inaggirabile nell'arte contemporanea.
L'architettura del paesaggio. Ediz. illustrata Jakob Michael - Silvana, 2020 - Mendrisio Academy Press
«Per conferire una base solida all'insegnamento di teoria dell'architettura del paesaggio bisogna iniziare con la creazione di un atlante critico delle opere realizzate durante la breve storia della disciplina. Occorre identificare, analizzare e interpretare queste opere, cioè svolgere un vero e proprio lavoro ermeneutico. Le attività di ricerca nel campo dell'architettura del paesaggio dovrebbero partire proprio da qui, dalla storia non ancora scritta della disciplina. Quest'attività dovrà procedere in modo comparatistico e aperto, scrutando a vasto raggio tutto ciò che potrà entrare in un repertorio (argomentato) dell'architettura del paesaggio. Finché un tale strumento mancherà, un insegnamento della disciplina rimarrà sempre riduttivo e approssimativo. Non si tratta comunque soltanto di un'opera teorica, sviluppata all'interno dell'istituzione accademica e solo ad essa rivolta. Finché un tale catalogo ragionato delle opere paesaggistiche non verrà elaborato, anche la prassi (svolta nel nome di una disciplina definita in modo carente) ne pagherà il prezzo, indebolendo di fatto il peso e le possibili competenze professionali dell'architetto paesaggista.» (L'autore)