Libri di Hillman James

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James Hillman (1926-2011), psicoanalista e filosofo statunitense, è stato il fondatore della psicologia archetipica. Ha diretto lo Jung Institut di Zurigo dal 1959 al 1979. Della sua vastissima produzione ricordiamo alcuni dei molti titoli tradotti in italiano da Adelphi: Saggio su Pan (1977), Il mito dell'analisi (1991), Re-visione della psicologia (1992), Il codice dell'anima (1997), La forza del carattere (1999), Il suicidio e l'anima (2019); e, per Rizzoli (2001), L'anima del mondo. Conversazione con Silvia Ronchey. 
Il lamento dei morti. La psicologia dopo «Il libro rosso» di Jung libro
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LIBRO   9788833941127

Il lamento dei morti. La psicologia dopo «Il libro rosso» di Jung Hillman James  Shamdasani Sonu   -  Bollati Boringhieri, 2022  -  Universale Bollati Boringhieri-S. Scient.

Esiste la psicologia prima, ed esiste la psicologia dopo il Libro rosso di Jung. È la convinzione comune di James Hillman, lo junghiano «eretico» più noto al mondo, e Sonu Shamdasani, curatore del Libro rosso. Attraverso il dialogo di Hillman e Shamdasani si precisa così l'entità della rivoluzione messa in atto da Jung col suo «libro segreto». La gerarchia dei vivi e dei morti ne esce capovolta, e le figure ancestrali della storia umana, i morti, si innalzano nel lamento di restare inascoltati. Soltanto se presteremo loro orecchio e li riaccoglieremo tra noi, sapremo curare la nostra sofferenza di vivi. È questo il vero lascito di Jung: un moderno «libro dei morti» che non contiene istruzioni per l'aldilà, bensì un viatico terreno per restituire a ciascuno l'«anima» vivente.

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LIBRO   9788833925547

Il lamento dei morti. La psicologia dopo «Il libro rosso» di Jung Hillman James  Shamdasani Sonu   -  Bollati Boringhieri, 2014

Abbiamo ucciso i morti, e adesso ci aggiriamo in una vita che è poco più di un pregiudizio, lontani dalla pienezza dell'esistenza. Ecco il sintomo collettivo, la malattia di cui soffre la nostra cultura, e che le psicoterapie tentano invano di sanare. Lo intuì un secolo fa C. G. Jung, quando iniziò quella discesa nei propri abissi inferi che avrebbe speso anni a trascrivere, calligrafare e corredare di immagini sfolgoranti, consegnando poi il testo a un silenzio infranto solo nel 2009, con l'edizione che lasciò stupefatti: il "Libro rosso", favoleggiato da tempo nelle cerchie junghiane, vedeva la luce e la sua unicità ancora da decifrare scuoteva non solo l'edificio della psicologia analitica ma ogni altra costruzione concettuale eretta sul territorio della psiche. Lì nulla potrà essere come prima. E la convinzione comune di James Hillman e Sonu Shamdasani. Nel clima sintonico creato dalia loro spigliata libertà intellettuale, conversano a caldo sul significato di un'impresa per cui vanno cercate le parole adatte al di fuori dei linguaggi specialistici, in direzione metaforica, poetica e drammatica. Attraverso il dialogo di Hillman e Shamdasani si precisa così l'entità dello scotimento. La gerarchia dei vivi e dei morti ne esce capovolta, perché nel profondo di sé Jung non rinviene i traumi personali che l'abbaglio introspettivo è solito portare a galla; vi incontra invece le figure ancestrali della storia umana, i morti che lamentano di restare inascoltati.

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