Libri di Jim
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Spazio. Ediz. multilingue Jiménez J. Ramón Martin F. J. (Cur.) - Le Lettere, 2013 - Siglo Xx
Nei tre frammenti di "Spazio" vi è un portentoso tentativo di rappresentare la totalità della poesia: non la poesia tutta, ma il suo carattere totale, assoluto. Spazio è infatti un poema totale, assoluto, indubbiamente una cima della poesia del novecento, forse anche della poesia universale. Il poeta compie qui l'estremo sacrificio: farsi egli stesso poesia, divenire poema. "Gli dèi non ebbero maggior sostanza di quella che ho io". Io, come loro, ho la sostanza di tutto il già vissuto e di tutto quel che resta da vivere. Io non sono solo presente, ma fuga torrenziale da cima a fondo. E quel che vedo, da una parte e dall'altra, in questa fuga (rose, resti d'ala, ombra e luce) è solo mio, ricordo e ansia miei, presentimento, oblio. [...] Non ti appena lasciarmi? E perché devi andar via da me, coscienza? Non ti è piaciuta la mia vita? Io che ti ho cercato la tua essenza. Quale sostanza possono mai dare gli dèi alla tua essenza che non le possa dare io? Te lo dissi all'inizio: 'Gli dèi non ebbero maggior sostanza di quella che ho io'. E devi andar via da me tu, tu per integrarti in un dio, in un altro dio diverso da quel che siamo mentre tu sei in me, come di Dio?".
Notte a Parigi. Testo spagnolo a fronte Jiménez Millán Antonio Bianchi M. (Cur.) - Le Lettere, 2025 - Il Nuovo Melograno
In "Notte a Parigi", Antonio Jiménez Millán ci guida attraverso un viaggio intimo e riflessivo, dai vicoli di Montmartre all'Opéra Garnier, dal Pont-Neuf all'Hôtel de Ville, con versi, haiku, sonetti e poesie in prosa in cui s'intrecciano riferimenti all'arte, al cinema, alla musica e alla letteratura. In un'opera che si contraddistingue per la varietà formale e tematica, oltre che per la transmedialità dei suoi referenti intertestuali, il poeta, in costante movimento nel tempo e nello spazio, rilegge il proprio vissuto alla luce del contesto collettivo, alla ricerca di un'identità poliedrica e mutevole, per conoscere, riconoscersi e diffondere ciò che ha appreso: «la poesia non cambierà il mondo, ma aiuta a situarsi in esso, a porsi sempre lo stesso quesito: come spiegare adesso questo disordine». Un raffinato esempio di intreccio di memoria personale e storia collettiva, un viaggio emozionale, una riflessione sulla dissoluzione della città e, con lei, della memoria e dell'identità.