Libri di Cur Kafka Franz Reuss
Bibliografia di Cur Kafka Franz Reuss: tutti i libri in vendita online editi da Palingenia
Contemplazione. Testo tedesco a fronte Kafka Franz Reuss R. (Cur.) - Palingenia, 2024 - I Ponti
«Perché siamo come tronchi d'albero nella neve. In apparenza vi poggiano sopra, e con una piccola spinta si potrebbero spostare. No, non si può, perché sono saldamente congiunti al terreno. Ma guarda, persino questo è solo apparenza». Nel centenario della morte, il folgorante esordio letterario di Franz Kafka. Quando, nel dicembre 1912, appare Contemplazione, il primo libro del ventinovenne Franz Kafka, non è solo l'abnorme dimensione dei caratteri - voluta dall'autore - a impressionare i lettori come qualcosa di inusitato, perché le brevi, a volte brevissime prose che lo compongono, sottraendosi a qualsiasi definizione, sono come stranianti quadri poetici in cui c'è già tutta l'originalità e la potenza dell'opera di Kafka, condensata in una scrittura tesa, abbagliante. È una scrittura-confessione, una scrittura a suo modo impudica per troppo mettersi a nudo, una scrittura visionaria capace di scardinare sintassi, logica e l'idea stessa di letteratura, che pure in quegli anni si sta aprendo, con esiti anche dirompenti, allo sperimentale e alla rottura con la tradizione. Ma la voce di Kafka, già allora, brilla altissima nella sua unicità. Esordio letterario di Franz Kafka (1883-1924), Contemplazione (Betrachtung), raccolta di diciotto brevi prose - otto delle quali apparse in precedenza nella rivista «Hyperion» di Monaco -, uscì nel 1912 presso l'editore Rowohlt di Lipsia. Nella Nota al testo di questa edizione Roland Reuss, tra i massimi studiosi di Kafka, ricostruisce puntualmente la genesi del libro. «In Contemplazione ... c'è qualcosa della coscienziosa malinconia con cui un pattinatore su ghiaccio esegue le sue lunghe giravolte e figure. C'è una grandissima padronanza artistica» (Robert Musil).
La sentenza. Testo originale a fronte Kafka Franz Reuss R. (Cur.) - Palingenia, 2025 - I Ponti
"«La sentenza è un'impresa travolgente di immaginazione e ricerca metafisico-religiosa» (George Steiner). «Kafka ha saputo quello che noi abbiamo soltanto vissuto» (Franco Fortini). Scritto «tutto d'un fiato» nell'arco di una notte, tra il 22 e il 23 settembre 1912, «dopo una domenica tanto infelice da urlare», "La sentenza" è di fatto il primo vero racconto di Kafka - e quello a lui più caro, dato alla luce come in «un vero e proprio parto», in un accesso di furore creativo: «Non riuscivo quasi a estrarre da sotto la scrivania le gambe irrigidite a forza di stare seduto. Sforzo spaventoso e gioia nel vedere la storia che evolveva davanti a me come se io procedessi nell'acqua. Più volte, questa notte, ho portato il mio peso sulle spalle. Tutto si può osare ... Solo così si può scrivere, solo in una simile continuità, con questa totale apertura del corpo e dell'anima». Parole eloquenti, quelle che Kafka consegnò a un suo quaderno di appunti, perché dimostrano che nella «storia» del giovane Georg Bendemann, trascinato in un fatale confronto con il padre, pulsa il nucleo magmatico, abissale, da cui è germinata l'intera sua opera letteraria. Storia che, pur innervata da «un'intima verità» (come ebbe a dire ancora Kafka), si sottrae, a dispetto dei molti esegeti, a qualsiasi interpretazione univoca, conservando qualcosa di insondabile agli occhi del suo stesso autore - come solo fanno le opere supreme della letteratura. Das Urteil (La sentenza) è apparso per la prima volta nel 1913 in «Arkadia», la rivista curata da Max Brod per l'editore Kurt Wolff di Lipsia, e in volumetto, presso lo stesso editore, nel 1916. Questa edizione, in una nuova traduzione con testo originale a fronte, è corredata di una Nota al testo di Roland Reuß, tra i massimi studiosi di Kafka. Con questo volume Palingenia prosegue la pubblicazione di tutte le opere di Kafka in ordine cronologico e in versione bilingue. Nel 2024 è apparso "Contemplazione".