Libri di Immanuel Kant
Bibliografia di Immanuel Kant: tutti i libri in vendita online editi da Garzanti
Il male radicale Kant Immanuel Celada Ballanti R. (Cur.) - Garzanti, 2014 - I Grandi Libri Dello Spirito
Il male è l'enigma su cui ogni uomo è chiamato a interrogarsi e che esprime il fondo tragico dell'esistenza al di là delle consolanti risposte delle religioni rivelate. C'è nell'uomo, che Kant paragona a un legno storto, una innata e insopprimibile inclinazione alla malvagità che lo spinge ad allontanarsi dalla legge morale profondamente radicata nel suo cuore. La dottrina biblica del peccato originale, il "Tutti abbiamo peccato in Adamo" della Lettera ai Romani di Paolo di Tarso, vengono reinterpretati da Kant in chiave filosofica come espressione del limite, della fragilità, della finitezza dell'uomo. Nella filosofia della religione di Kant riecheggia l'inconsolabile lamento di Giobbe di fronte alla sofferenza del giusto: e proprio nella cifra di Giobbe si inscrive il senso più autentico della ricerca kantiana sul religioso e sul sacro.
Per la pace perpetua Kant Immanuel - Garzanti, 2024 - I Grandi Libri
I cannoni hanno da poco cessato di tuonare in Europa quando Kant pubblica il saggio Per la pace perpetua, scritto all'indomani del Trattato di Basilea che, nella primavera del 1795, ha posto fine alla guerra tra la Francia rivoluzionaria e la Prussia di Federico Guglielmo II. Da profondo conoscitore delle teorie di Hobbes sull'homo homini lupus e di Lutero sul male radicale connaturato all'uomo a causa del peccato originale, Kant sa che gli individui e gli stati sono preda di istinti aggressivi: la guerra è la condizione naturale dell'umanità, mentre la pace è un dovere morale, un compito da perseguire. Il passaggio dalla guerra di tutti contro tutti a una pace universale e duratura non è però utopia; coincide col cammino dallo stato di natura, dove a governare è la forza bruta, allo stato di diritto, in cui legislatrice è la ragione. Pervaso dagli ideali dell'illuminismo e dallo spirito della rivoluzione dell'89, il manifesto di Kant conserva intatte dopo due secoli la forza di un imperativo etico e l'audacia di un appello a costruire un mondo in cui la politica si inchini al diritto e i popoli convivano pacificamente in nome dell'«ospitalità universale».