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Identità ibride. Percorsi letterari e transdisciplinari in contesti post-migratori e postcoloniali in Italia e in Francia Landolfi Angela - Sinestesie, 2019 - Biblioteca Di Sinestesie
Le grandi migrazioni internazionali, la globalizzazione, i processi di decolonizzazione hanno favorito incontri interculturali che hanno prodotto una serie di conseguenze sul piano sociale, culturale e linguistico, analizzate attraverso la produzione letteraria di due realtà diverse per storia coloniale e di immigrazione, come l'Italia e la Francia. È evidente come gli incontri interculturali abbiano messo in crisi i fondamenti stessi dell'identità, il luogo, la lingua e la cultura, definendoli come non più qualcosa di stabile e unitario, ma piuttosto come qualcosa di dinamico, ibrido e in continua trasformazione. L'analisi dei testi letterati proposti, da un lato quelli della recente letteratura dell'immigrazione e delle seconde generazioni in Italia, dall'altra quelli della letteratura dei giovani figli di immigrati del Maghreb in Francia, prevalentemente edita negli anni Ottanta-Novanta del secolo scorso, ci porta a riflettere su alcune questioni comuni riguardanti la cultura e la lingua delle società accoglienti, che risultano essere declinate non più al singolare, ma alla pluralità e alla molteplicità.
Le madri. Figure e figurazioni nella letteratura italiana contemporanea Lombard L. (Cur.) - Sinestesie, 2014 - Biblioteca Di Sinestesie
Come evidenziano i diversi interventi incentrati su scrittori dal Novecento a oggi, è attraverso le madri che si dispiega un nutrito ventaglio di emozioni che permettono di scoprire, sondare, interpretare il mistero e l'incommensurabile della vita, della morte e della condizione umana.
«Non sono venuto a portare la pace ma la spada». Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, cinquant'anni dopo in Basilicata Locantore M. (Cur.) - Sinestesie, 2015 - Biblioteca Di Sinestesie
Il volume a cura di Maura Locantore raccoglie saggi e interventi di insigni studiosi, critici, giornalisti, testimoni che si interrogano sulla genesi, sulla realizzazione e sull'accoglienza nelle sale cinematografiche del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, e dibattono sul film, in modo originale e appassionato, non senza pregevoli rilievi di carattere scientifico, a cinquanta anni dalla prima proiezione. L'opera filmica pasoliniana, come opera d'arte, viene esplorata mettendo a fuoco alcuni nodi teorici e concettuali, nonché approfondendo i rapporti del cinema con le altre forme espressive contigue, illustrando inoltre la posizione dell'autore sia rispetto alle ideologie dominanti e al momento storico nel quale il film viene girato, sia la sua attenzione ai luoghi, alla scelta attoriale, delle maestranze e dei collaboratori. La lingua e la letteratura, il rapporto fra sacro e religione, la pittura e la musica, l'antropologia e il pensiero politico, la storia e la memoria, i metodi e le tecniche sono solo alcuni dei temi che emblematicamente confluiscono in un volume, che illumina criticamente sull'oggi, omologato e consumista, grazie al Vangelo pasoliniano.