Libri di Fabrizio La Manna
Bibliografia di Fabrizio La Manna: tutti i libri in vendita online editi da Franco Angeli
A questo scopo Franco Angeli vuole creare una forma di editoria aziendale, la prima nel panorama italiano. Il catalogo, da sempre, intende offrire gli strumenti necessari alla conoscenza di nuovi modelli e alla formazione e aggiornamento dei nuovi quadri. Con questa idea, l’editore Franco Angeli ha assunto posizione di leadership in questo specifico argomento, costruendo un catalogo di oltre 1.000 titoli e che porta decine di novità annuali.
Tantissimi titoli dedicati ai metodi di gestione e funzioni del sistema azienda: marketing, produzione, finanza e gestione del personale, logistica e approvvigionamenti. Decine di manuali di autoformazione su tutte le abilità manageriali, che hanno consacrato Franco Angeli come editore professionale di management
Altra area piuttosto corposa a cui si dedica la casa editrice è quella che ruota attorno alla pubblicazione di testi di ricerca e di approfondimento in una serie di discipline universitarie. Collane dedicate alle ricerche di economia, ma anche psicologia, sociologia, antropologia, pedagogia, storia, filosofia, architettura, urbanistica, informatica e diritto del lavoro. FrancoAngeli rappresenta oggi un punto di riferimento: la più grande biblioteca specializzata del nostro paese.
Spazio urbano e gerarchie territoriali. L'amministrazione locale nella Sicilia borbonica tra riforme e rivoluzioni La Manna Fabrizio - Franco Angeli, 2019 - Storia
Lo studio si propone di chiarire quali meccanismi abbiano agito all'interno della dimensione municipale nella Sicilia borbonica nel trentennio che va dalla riforma dell'amministrazione civile del 1817 allo scoppio della rivoluzione del '48, attraverso l'analisi delle dinamiche inerenti al governo del territorio e dei poteri periferici che concretamente lo esercitavano. Le classi dirigenti locali, ridisegnate dal nuovo assetto amministrativo, trovarono all'interno dell'apparato burocratico adeguate possibilità di promozione sociale, che, combinate con la strategia borbonica di dismissione dei vecchi istituti feudali, condussero al consolidamento di un attivo ceto notabilare. Tuttavia, l'esaurimento della spinta riformista, associato alle crescenti ambizioni delle élites locali, fomentò un acceso dibattito, in cui la richiesta di riforme politiche si sovrapponeva alla rivendicazione, più circoscritta, ma non meno centrale, delle coartate libertà municipali, limitate dalla rigida subordinazione burocratica dei comuni alla rigorosa supervisione dell'intendente, figura centrale all'interno del nuovo ordinamento amministrativo. Il vaglio critico dell'ampia documentazione edita - dalla memorialistica alla stampa periodica, dagli atti parlamentari alla cospicua produzione legislativa - ha consentito di svolgere l'indagine sulla base di un doppio registro: quello (locale) delle prassi, e quello (centrale) del dibattito che si svolse nelle aule del General Parlamento del '48, dove continuò a riproporsi, quasi immutata rispetto al passato regime, quella sfiancante dialettica oppositiva tra centro e periferia.