Libri di Eva Laudace
Bibliografia di Eva Laudace: tutti i libri in vendita online editi da Cartacanta
Le bambine dai capelli rossi. Una favola teatrale Laudace Eva Rondoni D. (Cur.) - Cartacanta, 2022 - I Passatori
«La poesia teatrale che va in scena in queste pagine è, oltre che una via nuova per l'autrice, una delle possibili vie di guarigione da quell'egotismo lirico che affligge molta poesia odierna. [...] Di certo, la bambina dai capelli rossi sarà per ogni lettore che si accosti una nuova compagna. Inquietante e bellissima, come le migliori compagnie.» (Davide Rondoni).
Sua altezza di baci Laudace Eva - Cartacanta, 2018 - I Passatori
«Da sempre l'amore per me è un atto migratorio gentile si alza e se ne va». "La voce di Eva Laudace è la voce elegante di questa estrema epoca dell'abbandono. Viaggiate in questo libro fiorito e funesto e avrete fucilate in petto, vi trapasserà da parte a parte con lame gentili e feroci. Avrete gli occhi lucidi di pianto e di allucinazione dura e felice. Eva vive e dà voce all'epoca dove ogni abbandono (evitabile o no) sembra confermare con più durezza a ogni colpo una specie di abbandono anteriore, radicale. Uno sperdimento nell'universo. Un abbandono ontologico, direbbero i filosofi. Come se una mano ci avesse scagliato in questo strambo posto e poi si fosse ritirata. O questa mano avessero ormai occultato e sfregiato, da sembrare irreperibile, negata. Questa scena dove si alterna, in sottofondo, il cupo rintocco dell'abbandono e la grazia delle sue rare sospensioni con la vitalità estrema, preziosa, di certi scorci, è abitata dalla poesia di Eva, tra buie radiosità alla Achmatova e sommessa cantabilità italiana, con pena, lucidità, spasmo. E con il segreto e, a tratti, bambinesco entusiasmo di chi forse ritiene che l'epoca totalitaria dell'abbandono non sia l'unico orizzonte in cui vivere. Che ci sono segni (elementari e fragili come la madre o sperduti in strani pozzi di senso come il padre o certi minimi gesti) che rovesciano il mondo dell'abbandono in un luogo nudo dove dire "grazie", dove attestare sempre nuove formazioni dell'amore." (Davide Rondoni)