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Fascismo tropicale. Il Brasile tra estrema destra e Covid-19 Lemes Dias Claudiléia - Dissensi, 2020 - Dissensi
Fascismo tropicale racconta l'avanzare dell'estrema destra in Brasile, l'opera di convincimento delle fasce più deboli, indotte a consegnare la massima carica dello Stato a un uomo politico misogino, omofobo, razzista e anti ambientalista. L'arrivo della pandemia del COVID-19 ha messo in evidenza la totale l'incapacità di un governo composto da personaggi negazionisti, complottisti, difensori dell'immunità di gregge e dell'utilizzo del controverso medicinale clorochina come cura preventiva, di gestire un paese multietnico e disuguale. Il Coronavirus ha colpito soprattutto gli indigeni, i neri e la popolazione povera, come in un macabro coronamento di un progetto politico che sin dalla sua nascita difendeva la sterilizzazione di massa dei cittadini meno abbienti, l'abrogazione delle leggi in materia di protezione ambientale, l'industrializzazione dell'Amazzonia, l'inferiorità delle donne e lo sterminio della popolazione carceraria come elementi indispensabili all'ordine e al progresso scritto nella bandiera nazionale. Si tratta di un ricco mosaico della società brasiliana e delle conseguenze nefaste prodotte dal meticoloso smantellamento delle politiche sociali, sanitarie e ambientali in nome di una idea di sviluppo incompatibile con la tutela dei diritti umani, civili e sostenibilità ambientale.
Animali invisibili. La deriva etica della nostra civiltà alimentare Leandri Claudio - Dissensi, 2017 - Varia
Scritto da ex dirigente d'azienda nel settore alimentare e della zootecnica, il presente saggio esplora la questione animale nelle sua dimensione etica, ma anche in quella politica. Le istanze animaliste, infatti, non sono più ascrivibili solo al registro delle scelte personali di consumo, ma devono dirigersi al cuore della politica: come rivendicazione di scelte alternative alla odierna civiltà alimentare, ma anche come espressione di valori inclusivi, tutoriali, utopici, antagonistici rispetto alle derive di restrizione identitaria - etniche, localistiche, familistiche - che contraddistinguono la decadenza culturale del periodo in cui viviamo. Gli animali invisibili sono quelli di cui ci nutriamo: scatole biologiche private di qualsiasi identità soggettiva, le cui funzioni cognitive ed emotive rappresentano eventi puramente accidentali rispetto alla loro utilità merceologica. Il genocidio proliferativo che si consuma nella moderna zootecnica intensiva, subordina qualsiasi considerazione della sofferenza animale ad un modello nutrizionale iniquo, fallimentare e palesemente insostenibile sia sotto il profilo ambientale che rispetto alle prospettive socio-demografiche che si delineano per i prossimi decenni.