Libri di Lenin
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- 9788867181629 Che fare?
Che fare? Problemi scottanti del nostro movimento Lenin - Editori Riuniti, 2019 - Biblioteca
"Il libro di Lenin di cui abbiamo cercato di chiarire alcuni passaggi è stato - quanto a impatto politico - una delle opere più importanti del Novecento. Anche da esso è nato un partito che ha mutato il corso della storia. Dopo oltre un secolo dalla sua pubblicazione moltissimo è cambiato, nel panorama politico mondiale. E il partito politico - in modo accelerato negli ultimi decenni - ha visto mutare il suo ruolo e le sue modalità di funzionamento, e anche perdere molto del suo appeal, soprattutto, ma non solo, in Europa. Anche nei paesi nei quali esso ha ancora un posto rilevante nella organizzazione della partecipazione e della democrazia, i forti processi di personalizzazione e massmedializzazione della politica, avanzati ovunque, ne hanno mutato e a volte stravolto i connotati. [...] La politica è una impresa collettiva anche preposta alla difesa degli interessi materiali: i partiti dei lavoratori per questo sorsero e per questo furono i primi ad assumere le sembianze dell'organizzazione politica moderna. La difesa degli interessi materiali però non basta. Per Lenin (come poi per Gramsci) un partito nasce intorno a un gruppo dirigente. E un gruppo dirigente - che ovviamente non sia un gruppo di interessi o un semplice gruppo di potere - non si crea se non intorno a una concezione del mondo condivisa. Come scriveva Lenin, senza teoria non vi può essere un partito" (dall'Introduzione di Guido Liguori)
La Comune di Parigi Lenin Santarelli E. (Cur.) - Editori Riuniti, 2025 - Saggi. Storia E Filosofia
La Comune di Parigi, scrive Lenin, «ha tentato di spezzare, di distruggere dalle fondamenta l'apparato statale borghese, burocratico, giudiziario, militare, poliziesco, sostituendolo con l'organizzazione autonoma delle masse operaie, che non conosceva distinzioni tra il potere legislativo e il potere esecutivo». «La causa della Comune è la causa della Rivoluzione Socialista, la causa dell'integrale emancipazione politica ed economica dei lavoratori, è la causa del proletariato mondiale. In questo senso essa è immortale».
Stato e rivoluzione Lenin Gerratana V. (Cur.) - Editori Riuniti, 2021 - Biblioteca
"Scritto alla vigilia della Rivoluzione d'ottobre Stato e rivoluzione resta un punto di partenza essenziale per qualsiasi ulteriore approfondimento della dottrina del marxismo. Qui Lenin - con il pragmatismo che gli è proprio -, affronta dal punto di vista dottrinario, storico e anche pratico l'applicazione dei principi rivoluzionari, a partire dai moti del 1848 e della Comune di Parigi (1871). Il problema dello Stato assume [...] una particolare importanza, sia dal punto di vista teorico che dal punto di vista politico-pratico. La guerra imperialista ha accelerato e acutizzato a un grado estremo il processo di trasformazione del capitalismo monopolistico in capitalismo monopolistico di Stato. L'oppressione mostruosa delle masse lavoratrici da parte dello Stato, il quale si fonde sempre più strettamente con le onnipotenti associazioni dei capitalisti, acquista proporzioni sempre più mostruose. [...] La rivoluzione proletaria internazionale matura in modo visibile, e il problema del suo atteggiamento verso lo Stato assume un significato pratico. Gli elementi di opportunismo che si son venuti accumulando nel corso di decenni di sviluppo relativamente pacifico, hanno fatto sorgere la corrente socialsciovinista che domina nei partiti socialisti ufficiali di tutto il mondo. [...] - che è socialismo a parole e sciovinismo nei fatti - si distingue per l'adattamento piatto, servile dei «capi» del «socialismo» agli interessi non solo della «propria» borghesia nazionale, ma precisamente del «proprio» Stato, giacché da lungo tempo la maggior parte delle cosiddette grandi potenze sfruttano e asserviscono numerosi popoli piccoli e deboli. Orbene, la guerra imperialista è appunto una guerra per la spartizione e la ridistribuzione di un simile bottino. La lotta per sottrarre le masse lavoratrici all'influenza della borghesia in generale, e in particolare della borghesia imperialista, è impossibile senza una lotta contro i pregiudizi opportunistici sullo «Stato». Esamineremo innanzitutto la dottrina di Marx e di Engels sullo Stato, soffermandoci più a lungo sugli aspetti di questa dottrina che sono stati dimenticati o travisati dall'opportunismo. [...] Trarremo infine i principali insegnamenti dall'esperienza delle rivoluzioni russe, del 1905 e soprattutto del 1917. Quest'ultima, a quanto pare, volge in questo momento (principio d'agosto 1917) al termine della sua prima fase di sviluppo; ma tutta questa rivoluzione non può essere concepita se non come un anello della catena delle rivoluzioni proletarie socialiste provocate dalla guerra imperialista." (dalla prefazione dell'Autore alla prima edizione)