Libri di Jean Lopez
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Gli ultimi cento giorni di Hitler. Cronaca di un'apocalisse Lopez Jean - Leg Edizioni, 2020 - La Clessidra Di Clio
Gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale sono stati i più sanguinosi dell'intero conflitto. 30.00 persone morivano ogni giorno sui diversi fronti ancora in essere. Di questo massacro Hitler è stato il grande responsabile. Indebolito dalla malattia, contestato e odiato dal suo stesso popolo, ridotto a vivere sotto le bombe in un umido bunker, egli tuttavia non manifestò mai pensieri di rinuncia alla lotta o rassegnazione: piuttosto, quasi fino all'ultimo minuto, sognò un'impossibile rivincita. Per comprendere questo cataclisma, l'autore rilegge le cronache degli ultimi giorni della vita del Führer, del suo ritorno a Berlino dalla metà del gennaio 1945, fino al suo suicidio nell'aprile dello stesso anno, filtrando questi avvenimenti attraverso le testimonianze di chi gli fu accanto fino alla fine, come il suo autista, la guardia del corpo o il suo medico e attinge alle memorie dei gerarchi più influenti come Goebbels o Speer.
Zukov. Il martello dell'Est Lopez Jean Otkhmezuri Lasha - Leg Edizioni, 2026 - Le Guerre
Hitler poteva vincere la Seconda guerra mondiale? Le sue possibilità, oggettivamente molto scarse, si azzerarono con la controffensiva sovietica lanciata a pochi chilometri da Mosca il 6 dicembre 1941. Stalin invece, poteva perdere la guerra? Sì, a metà ottobre 1941, quando il regime vacillò dopo che l'Armata Rossa era stata sconfitta per la terza volta e quasi distrutta. E ancora, nell'autunno del 1942, quando i tedeschi furono in grado di prendere i pozzi di petrolio di Baku. Dalle ripetute sconfitte dell'esercito russo e dalle ceneri dell'Armata Rossa emerse però un uomo: Georgij Zukov. Egli convinse Stalin a passare temporaneamente sulla difensiva, strategia che portò alla sconfitta definitiva dei tedeschi a Kursk nell'estate del 1943. Fu determinante nella definizione dell'Operazione Bagration e inflisse la peggiore sconfitta nella storia delle armi tedesche. Polverizzò il suo avversario durante l'Operazione Vistola-Oder nel gennaio 1945, che lo vide balzare per 500 chilometri attraverso la pianura polacca. In una battaglia apocalittica, condusse le sue armate al Reichstag in dieci giorni, costringendo Hitler al suicidio. Per le telecamere e le lampadine dei reporter di guerra di tutto il mondo, Zukov fu l'uomo che fece firmare al feldmaresciallo Keitel la resa incondizionata delle forze armate tedesche l'8-9 maggio 1945, liberando l'Europa da giogo nazista.