Libri di Leandro Lucchetti
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Polvere di matrimonio Lucchetti Leandro - Fuorilinea, 2025
Polvere di matrimonio - Fuorilinea
Amorosi sensi Lucchetti Leandro - Fuorilinea, 2016 - Scandagli
Fischia il vento urla la bufera canta la vecchia canzone partigiana ma ventiquattro anni dopo quando Luca Di Cantro che è stato il Griso, partigiano garibaldino, ritorna a casa dopo l'esilio in Cecoslovacchia il vento non fischia più. Venusso in Guado, il paese che ha vissuto sulla propria pelle lo scontro sanguinoso chiamato Resistenza, è ora un tranquillo luogo di villeggiatura. Ma il passato, morto e sepolto per tutti, Luca lo ha solo riposto in un cassetto che adesso riapre e ne escono frammenti di vita: il marchese Leonardo suo padre, comandante della Brigata Nera, messo al muro dai partigiani; il palazzetto di famiglia, abbandonato e fatiscente; gli antichi compagni partigiani; Wanda, la vecchia governante di famiglia; Ida, che è ancora legalmente sua moglie e convive con l'uomo con cui lo ha tradito mentre era partigiano in montagna e quello era il Podestà fascista del paese; Irene, che per tre anni ha creduto sua figlia, che Ida, nei giorni convulsi della Liberazione, gli ha confessato non essere figlia sua ma dell'ormai ex-Podestà. Irene è adesso una splendida donna padrona della sua femminilità. Ma nubi oscure di vecchi debiti mai saldati minacciano la resa dei conti.
Ravenna, 13 marzo 1987, ore 9.08 ...telefonano che c'è un incendio su una nave... Per ricordare i 13 morti della "Elisabetta Montanari" Lucchetti Leandro Laureni U. (Cur.) - Fuorilinea, 2022 - Parlato Semplice
Leandro Lucchetti "ha scritto un testo da cui traspaiono sdegno e commozione, sentimenti comuni a tutti coloro che sentono raccontare la vicenda di Ravenna; con quelle tredici morti che erano state il risultato ultimo (potremmo dire inevitabile) di una incredibile sequenza di omissioni condite dal cinismo dei responsabili dei lavori e dalla impotenza dei controlli. Insomma quanto di più lontano possibile da quel concetto di "tragica fatalità" che spesso si invoca per giustificare gli infortuni e i morti sul lavoro".