Libri di Luche
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Dalla baita al ciliegio. La montagna nella narrativa di Mario Rigoni Stern Luchetta Sara - Mimesis, 2020 - Kosmos
Nata dall'intreccio fra geografia, critica letteraria e narratologia, quest'opera guarda alla produzione letteraria di Mario Rigoni Stern (Asiago, 1921-2008) quale possibile osservatorio sulla montagna italiana contemporanea. Partendo dal ruolo cruciale che hanno spazi e luoghi all'interno dei racconti e dei romanzi dello scrittore vicentino, l'opera indaga il modo in cui il testo letterario dà forma a quattro categorie capaci di guidare la lettura geografica dello spazio montano. Il concetto di natura, il rapporto fra memoria e nome di luogo, l'equilibrio fra spazi individuali e spazi collettivi e la mobilità di gente e merci sono le costanti narrative cui quest'opera si rivolge per sviluppare un ragionamento che parta dal testo e arrivi al mondo, per dare voce al necessario dibattito sul rapporto fra uomo e montagna e per incoraggiare una lettura complessa e mai esausta delle terre alte contemporanee.
Tempo ed eternità in Platone. Il primo passo verso il «Timeo»: analisi dei nessi essere-eterno, diveniente-tempo nel «Fedone» ed esposizione della loro origine... Luchetti Claudia - Mimesis, 2014 - Askesis. Studi Di Filosofia Antica
Platone nel "Timeo" dipinge il Tempo come un"'immagine mobile dell'Eternità" (37d). Per portare alla luce l'inesauribile ricchezza teoretica di questa definizione, si è scelto di non circoscriverne la considerazione alla filosofia della natura, compiendo invece un "giro più lungo" (Resp. VI, 504b-c) che passa per l'ontologia platonica nella sua interezza. I fondamenti del rapporto fra il Chronos e l' Aion sono più che mai riconoscibili nella celebre dicotomia fra Idee e sensibili delineata nel "Fedone" (78c-79a) che, esaminata con l'acribia necessaria, svela la radice profondamente non-dualistica sia della relazione fra Eterno e Tempo che fra Essere e Diveniente. Un'analisi sistematica dei concetti dell'"Essere sempre nello stesso modo" e del "Non essere mai allo stesso modo", dei quali Platone si serve nei dialoghi anteriori al "Timeo" per esprimere rispettivamente l'Atemporalità e la Temporalità, rende immediatamente manifesta l'ossatura logico-dialettica costantemente - e coerentemente - presente sullo sfondo sia della relazione fra Eterno e Tempo, che della stessa Teoria delle Idee. Dialettico è anche il livello al quale va posta la questione dei rapporti di priorità ontologica entro quel nesso "trasversale" fra Tempo ed Essere, che si impone all'attenzione nella gnoseologia platonica. Prefazione di Thomas Alexander Szlezák.