Libri di Ariosto Ludovico

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Ludovico Ariosto (Reggio Emilia 1474 – Ferrara 1533) visse e prestò servizio alla corte degli Estensi, cercando di ritagliarsi uno spazio di quiete sullo sfondo turbolento delle guerre d’Italia. È autore dell’Orlando furioso, uno dei testi più significativi della letteratura europea, che raccoglie l’eredità della poesia cavalleresca intrecciando avventurose narrazioni “d’arme e di amori” con riflessioni di portata universale sulla natura umana e sulla storia. Nella sua produzione figurano anche le Satire, amaro bilancio dell’esperienza di corte e delle relazioni con eventi e personaggi del tempo, e varie commedie (La Cassaria, I Suppositi, La Lena, Il Negromante) che rievocano lo spirito del teatro classico smascherando al tempo stesso le debolezze della società contemporanea. Tutte opere di straordinaria modernità, che incoronano Ariosto fra i massimi letterati del Rinascimento e che ancora oggi continuano a parlarci.
Satire libro
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LIBRO   9788842827788

Satire Ariosto Ludovico  Cavazzoni E. (Cur.)   -  Il Saggiatore, 2021  -  La Piccola Cultura

Nel 1517 Ariosto decide di non seguire in Ungheria il cardinale Ippolito d'Este - cui aveva dedicato l'"Orlando furioso" - ed elenca i motivi del rifiuto componendo la prima Satira. Nel corso di otto anni ne scrive altre sei. Si tratta di sfoghi autobiografici in rima, salaci, in cui sono concessi la volgarità e lo scherzo. Ariosto critica le vanità della società di corte, si interroga su questioni pratiche, come l'opportunità di prender moglie o l'educazione dei figli, e ci regala squarci comici di ineguagliabile densità poetica. Nell'introduzione a questa nuova edizione delle "Satire", Ermanno Cavazzoni ci restituisce la loro forza autentica; le sveste di accademismi, filologismi e formalismi, liberando il testo nudo e crudo, la sua comicità schietta, la vitalità spontanea, l'ironia pepata. Ci racconta un Rinascimento diverso: un carnevale dei sensi, in cui papi e cardinali si dedicano alla crapula anziché agli uffici della religione e altezzosi umanisti si rivelano degli sporcaccioni. Si capisce dunque perché furono pubblicate solo dopo la morte del poeta. Oggi, dopo cinquecento anni, resta immutato il piacere della lettura.

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