Libri di Giulio Maffii
Bibliografia di Giulio Maffii: tutti i libri in vendita online editi da Il Convivio
36 cartoline dal letargo Maffii Giulio - Il Convivio, 2024 - Ormeggi
"Le cartoline di Maffii non vengono affrancate negli uffici postali di ameni posti geograficamente connotati, bensì da un non-luogo ben più astratto e nebuloso: il letargo, ovvero una modalità di riposo che non ha nulla di vacanziero, ma che al contrario si rende necessaria alla sopravvivenza nel mondo animale laddove l'ambiente è inospitale e il clima non è compatibile con la vita. Nella metafora di Maffii, mi pare che il letargo sia un fiordo-palude dove si sono gravemente impantanate memoria e rimpianto, una vasta regione inesplorata della mente, irta di figure e azioni sfumate chiamate a rappresentare gli effetti emotivi della proliferazione incontrollata del tempo... Il fare poesia è sempre un esercizio di sopravvivenza al di là della vivenza, un tentativo di uscire dal letargo di sé per tornare indietro con quanto necessario a resistere; se possibile, scoprendosi più affamati d'altro e d'altrove. Tuttavia, anche nella solitudine più difficile da sopportare, rimane una salvifica impressione: parafrasando l'Eliot dell'ultima epigrafe, di esserci stati, di essere stati in quel luogo, pur senza saper dire dove." (Bernardo Pacini)
RadioGrafie Maffii Giulio - Il Convivio, 2022 -
«La poesia di Giulio Maffii è un esempio di come la scrittura sperimentale, superata la riduzione a gusto stilistico, diventa una lente poliedrica sul mondo e sull'essere. Attraverso la polifunzionalità e la molteplicità dei significati, attraverso un semplice grafema che può essere composto e scomposto nella sua struttura e attraverso la parola che è tagliente e precisa come una lama, si riescono a cogliere varie particelle dell'Io e del reale. Un richiamo che si trova già nel titolo "RadioGrafie", ovvero testi che vanno a indagare le immagini e le onde di luce. Scrutando la complessità di ciò che sta dentro e fuori l'uomo, Maffii individua le 'scorie' di noi, che forse sono l'ultima espressione che rimane. In più luoghi, infatti, emerge l'aporia dell'esistenza, una condizione che sta al limite tra la vita e la morte («dove siamo sepolti?» si chiede) e che contempla un tempo sospeso, si potrebbe considerare 'altro' da quello che solitamente si è abituati a percepire. Ogni verso è il brandello di un breviario di sopravvivenza i cui significati e possibilità sono in continua espansione. Tutto come le onde, come la materia, come la lingua che si fa plastica, cangiante e che riesce a riprendere la propria polimorfi a e polisemantica. Impulsi, visioni, sensazioni e frammenti costituiscono il campo di prova in cui cercare l'origine e il senso nascosto delle cose, in cui sfidare la distanza tra il visibile e ciò che è nascosto.» (Giuseppe Manitta)