Libri di Magnani
Bibliografia di Magnani: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Ets
Il terziere del duomo di Pescia. Tempo e spazio in fotografia. Ediz. illustrata Magnani Galileo - Edizioni Ets, 2013 -
Che Pescia sia una e bina, come accade talvolta ai centri urbani attraversati da un corso d'acqua, è dimostrato quasi per paradosso dalla presenza, nel costruito, d'una porzione di territorio che rimanda a un'antica suddivisione dell'abitato in tre parti distinte, una delle quali - il terziere del Duomo è tuttora riconoscibile nella sua specificità, dimostrata a diversi livelli: nel tessuto viario e nell'architettura, nella prevalenza di certe funzioni sociali, nei ricorrenti eventi devozionali intesi d'altra parte come occasioni di festa per la comunità intera. Proprio per la permanenza di questo terziere, dissoltisi gli altri due in un unico continuo settore urbano, viene attestato per Pescia lo statuto di città, anzi di antica capitale della Valdinievole: una città piccola quanto si voglia, con le sue alterne fortune e con le sue insufficienze, ma ricca per i caratteri dei palazzi pubblici e degli edifici di civile abitazione diversi per età e per stile architettonico, per le chiese e i monasteri, per i musei e le biblioteche, per le aree riservate ai giardini, al riposo e agli istituti di cura, per gli esercizi commerciali, per quel che rimane di archeologia industriale, il tutto inserito in un ambiente organicamente cresciuto nel corso dei secoli, fatto di natura e di cultura, ossia di una campagna che circonda l'edificato: un paesaggio antropizzato, quasi sempre visibile dalle strade e dalle piazze come un fondale stagionalmente mutevole...
Il giardino di Varramista Magnani G. (Cur.) - Edizioni Ets, 2016
Non vi sono che tre paesi nel mondo dove si possa vi-vere: Varramista, l'Inghilterra e Parigi», scriveva Gino Capponi nel 1820. Se per scoprire i secondi, l'esponente di spicco del moderatismo toscano si era dovuto incamminare verso terre lontane, per raggiungere invece il paese che nella terna aveva messo al primo posto, gli era bastato muoversi all'interno dei suoi averi. La tenuta di Varamista nel Pisano, adagiata sulle colline di Montopoli in Val d'Arno, era appunto patrimonio di famiglia dagli inizi del Quattrocento ed era divenuta, dal secolo successivo, dimora estiva dei Capponi. Villa elegante e austera con annesso giardino, Varramista era vissuta da Gino non soltanto come luogo per villeggiare o per ospitare amici cari e personaggi illustri, ma soprattutto come luogo dell'anima. E nel momento in cui, intorno al 1828, a lui viene il desiderio di una «villa rinnovata», non può pensarla, da anglofilo convinto, priva di un moderno parco 'all'inglese', da realizzarsi soprattutto a scapito di terreni già destinati alle produzioni agrarie, inserito in un'area ampia, ove sarebbero rimasti in essere elementi dell'antico verde ornamentale insieme a parte del preesistente giardino 'all'italiana'. Da quel tempo, le ben distinguibili componenti del parco sono giunte alla contemporaneità abbastanza integre pur nel loro ordinario evolversi; e questo patrimonio paesaggistico di Varramista, conservate le sue peculiarità, deve essere considerato oggi di rilevante valore culturale ed estetico.
Sismondi e la «Botanique de Pescia». Ediz. illustrata Magnani G. (Cur.) - Edizioni Ets, 2014
Ritrovato recentemente, il quaderno "Botanique de Pescia ou Collection des Plantes non gravées du Val de Nievole en Toscane, rangées périodiquement selon l'ordre de leur floraison, dans l'année 1797" di Jean-Charles Leonard Simonde De Sismondi (1773-1842), opera incompiuta per i testi ma non per le immagini autografe, rappresenta un documento capace di chiarire l'approccio dello studioso ginevrino alla botanica, il suo rapporto con essa, gli esiti derivanti dal suo esercitarsi sulla classificazione delle piante negli anni della sua giovinezza, all'epoca della stesura del "Tableau de l'agriculture toscane" (1801). All'abilità dell'occhio e del pennello di Sismondi, nel "rendere in maniera non superficiale le particolarità di alcune piante" spontanee, corrisponde una sua volontà di porsi, secondo criteri scientifici, di fronte alla natura, nel superamento della settecentesca figura del connaisseur di piante. Dall'analisi del lavoro di Sismondi volto allo studio della botanica e, in particolare, di una flora specifica, quella del luogo che lo aveva accolto come "esule", scaturisce e si sviluppa, nel volume, un discorso che tocca anche altri temi cari al ginevrino, legati al paesaggio, al giardino, alla natura.