Libri di Manzella
Bibliografia di Manzella: tutti i libri in vendita online editi da Pungitopo
Cialde Manzella Pietro - Pungitopo, 2013 - Delta
"La musa Erato è tornata a visitare il Poeta, soffiandogli nel petto il dolce alito dell'ispirazione e del canto amoroso. [...]" (dalla prefazione di Aldo Redi Di Criscio). "Le sensazioni irrefrenabili che a volte si affollano dentro di me, spesso mi impongono una liberazione: ecco che il magma opprimente delle emozioni, "deve" necessariamente fuoriuscire. Tale "vulcano delle sensazioni" lancia i suoi incandescenti lapilli in versi precisi e liberatori. Ecco, quindi, che la poesia diventa per me strumento di comunicazione immediata tra il poeta ed il mondo che lo circonda. Se manca tutto ciò, significa che il lapillo lanciato si è raffreddato lungo la parabola ed ha perso la sua forza di penetrazione, ancora prima di raggiungere l'obiettivo. Allo stesso modo, l'ispirazione che colpisce il poeta lo rende immobile, quasi di sale, nella relazione con il mondo esterno. Dopo quell'attimo, però, inizia il lavorio magmatico-intellettivo-creativo che lo porta all'esplosione vulcanica. La vita dell'uomo è, pertanto, improntata alla ricerca di se stesso, delle proprie capacità intellettive, delle proprie qualità umane. [...]. (Pietro Manzella).
Acetilene Manzella Pietro - Pungitopo, 2010 - Il Dado
«[...] la novità della poetica del Manzella, rispetto ad altra poetica e ad altri poeti, sta nel superamento di un pessimismo cosmico e di una sorta di canto personale solitario ed ermetico. Il canto si fa corale, l'accettazione non è un'ultima spiaggia ma è il coraggio dell'uomo che nella vita, nella morte, [...] trova finalmente l'elemento fondamentale, l'elisir dell'esistenza: l'amore. [...] Le sue poesie irradiano ed emanano sia semplicità e purezza, sia l'ardore della passione, sia la lentezza del pensiero, sia la velocità del gesto, sia i profumi sia gli odori, sia la luce sia il calore che ci circonda e che ci prende con questo acetilene, gas attraverso il quale scorgiamo un mondo nuovo eppure così vicino». (C. Cultrera)