Libri di Marcello Marcellini

Bibliografia di Marcello Marcellini: tutti i libri in vendita online editi da Mursia

LIBRO   9788842549765

La banda del capitano Melis. Sulle montagne umbre dopo l'8 settembre 1943 Marcellini Marcello   -  Mursia, 2013  -  Testimonianze Fra Cronaca E Storia

Il 10 dicembre 1943, su ordine di Armando Rocchi, capo della Provincia di Perugia, fu fatto affiggere a Spoleto e in altri comuni della Valnerina e del Nursino un bando in cui si invitava "il capitano del disciolto esercito Ernesto Melis, comandante di una banda di ribelli" che operava nei territori di Sant'Anatolia di Narco e di Poggiodomo "a presentarsi entro 48 ore al più vicino Comando dei Carabinieri", con avvertimento che in caso contrario o, comunque, in caso "di attentati da parte della sua banda in danno di militari tedeschi" sarebbero stati adottati per rappresaglia gravi provvedimenti a carico dei suoi famigliari tenuti in ostaggio. Quel manifesto fece di Melis e della sua banda un mito. Sulle montagne tra Visso e Norcia tutti parlavano di questo comandante di "ribelli" come di un'inafferrabile e invincibile primula rossa.

€ 15.00 € 20.00
LIBRO   9788842545927

Un odio inestinguibile. Primavera 1944: partigiani e fascisti tra Umbria e Lazio Marcellini Marcello   -  Mursia, 2010  -  Testimon. Fra Cron.E Storia.Ii Guerra Mon

Un odio inestinguibile. Primavera 1944: partigiani e fascisti tra Umbria e Lazio - Mursia

€ 16.00 € 21.00
LIBRO   9788842541356

I giustizieri. 1944, la brigata «Gramsci» tra Umbria e Lazio Marcellini Marcello   -  Mursia, 2009  -  Testimonianze Fra Cronaca E Storia

Tra l'inverno e la primavera del 1944, la zona dell'Appennino compresa tra le province di Terni e di Rieti vide impegnata la brigata partigiana "Gramsci" contro i reparti tedeschi e della RSI. In questo periodo, e prima dell'arrivo delle forze alleate in lenta e difficile avanzata da sud, esponenti fascisti, o presunti tali, e civili inermi, furono uccisi, non in combattimento. I partigiani riconosciuti responsabili di tali delitti e processati dopo il 1945 vennero tutti assolti perché le loro furono considerate "azioni di guerra o di lotta contro il fascismo" e quindi legittime o da amnistiare, in base alle leggi allora in vigore. L'autore, attraverso un accurato lavoro di ricerca tra documenti ufficiali e testimonianze, ricostruisce alcuni tragici episodi che hanno lasciato traccia negli archivi dei tribunali. Analizzando quanto avvenuto, mette in luce, fra l'altro, come le tesi difensive degli accusati ("erano spie dei nazifascisti... ci è stato ordinato... non ricordo...") abbiano molti elementi in comune con altri processi celebrati in altre regioni d'Italia contro esponenti delle forze partigiane accusati di omicidio, spesso con l'aggravante della crudeltà.

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disp. incerta
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